San Carlo, come raccontare il teatro più bello del mondo?

San Carlo
San Carlo

Il San Carlo, dal 1737 ad oggi, conserva il primato di più antico e più bel teatro lirico del mondo. Le parole di chi ci ha preceduto possono guidarci alla scoperta dell’unicità di questo prezioso tempio dell’arte.

Massimo vanto della città di Napoli, il San Carlo è testimonianza gloriosa dell’arte del passato, luogo di eccellenza dell’arte presente e ispirazione per l’arte del futuro. Dinanzi a tale grandezza, la parola fatica a trasmettere la meraviglia. Si potrebbe parlare della maestosa architettura, dell’acustica inimitabile, oppure delle trionfanti rappresentazioni che hanno fatto epoca, ma nessuna nozione storica può rendere l’idea dell’esperienza vissuta. Per questo motivo, può forse essere utile leggere la storia del San Carlo attraverso la testimonianza di chi è stato incantato dalla sua “voce”.

Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. Questa sala, ricostruita in trecento giorni, è un colpo di Stato. Essa garantisce al re, meglio della legge più perfetta, il favore popolare… Chi volesse farsi lapidare, non avrebbe che da trovarvi un difetto. Appena parlate di Ferdinando, vi dicono: ha ricostruito il San Carlo!

Stendhal

Nelle parole di Stendhal, incantato dal teatro il 12 Gennaio 1817, è racchiusa tutta la potenza di questo luogo. Il San Carlo è un mondo che fa storia a sé. Al suo cospetto, più che dinanzi a un re, si prova un senso di ossequioso rispetto. Ferdinando, il regnante che lo rimise a nuovo dopo l’incendio del 1816, apparì intoccabile poiché aveva ridato al mondo un luogo speciale. Non è il San Carlo ad essere nobilitato dalla reggenza, ma il re ad apparire grande per l’esistenza del teatro.   

Un tempio dedicato alle divinità del sole e della musica. Iniziato ai loro misteri l’uditorio è riscattato dalla sua condizione terrena attraverso il trasporto di un entusiasmo divino.

-Friedrich Johann Lorenz Meyer

Meno celebre di Stendhal, ma altrettanto capace di cogliere l’essenza del San Carlo fu il giurista tedesco Meyer. Nel legame che Meyer trova tra rappresentazione e innalzamento dello spirito si recupera il senso prezioso del teatro antico. La musica, la danza, la recitazione diventano le colonne portanti di un tempio unico

San Carlo era ed è ancora il sogno di vecchi e giovani compositori; i suoi applausi equivalgono le corone di alloro che il popolo greco concedeva ai suoi poeti nei giuochi olimpici. San Carlo ha le sue gloriose tradizioni, la sua storia di trionfi, come un vecchio castello del medio-evo è circondato dalle sue famose leggende. Sulle scene di San Carlo, armonico per eccellenza a tutti gli echi vocali e strumentali, si son combattute le più grandi battaglie dell’arte e vi hanno guadagnato il bastone di maresciallo quasi tutti i più celebri compositori. Sulle sue scene gli esordienti, applauditi, nacquero grandi; fischiati, morirono nascendo.

-Carlo del Balzo

Il carattere speciale del teatro San Carlo fu chiaro sin dal primo giorno. Non è solo un teatro, è il custode delle speranze, del talento e dell’impegno degli artisti che sono venuti e di quelli che arriveranno. Da tre secoli, e speriamo per lungo tempo a venire, ogni generazione di artisti ha sognato di poter calcare quel palco e provare sulla propria pelle il brivido della storia. E questo brivido non si può raccontare, si dive vivere.

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