“Scannasurice” e “Raccogliere e bruciare”, mini focus di Enzo Moscato al Teatro Nuovo

“E accussì ‘ccà sule tre cose nun ce so’ rimaste: gli ipogei, ‘a memoria e ‘a magia… ben sapendo ca sule loro ce putevano salva’… ca sule loro putevano evita’ le tarme, ‘a naftalina, o peggio, di cadere seppelliti in qualche libbre, alla guisa di mummie alisandrine.”

Enzo Moscato, Scannasurice

Napoli è una città che contiene moltitudini e strati di storia e di storie che affondano le loro radici nell’antichità, nel sacro profano e nel popolare. Nei secoli, scrittori e artisti hanno provato a raccontarla in parte o nella sua complessità fatta di contraddizioni e di un’indicibile bellezza che sempre si mischia con la disgrazia e con il basso. Tra questi, Enzo Moscato, drammaturgo e auto attore partenopeo, fuori uscito – assieme a Annibale Ruccello, Antonio Neiwiller ad altri – dalle macerie del terremoto dell’80, è uno di quelli che l’ha fatto e continua a farlo più completamente, a teatro e non solo.

enzo moscato

Filosofo prestato al teatro, oltre trent’anni di scena, una miriade di testi scritti e agiti nei palcoscenici di tutta Italia e anche all’estero: il suo punto di partenza e di arrivo è sempre Napoli “babbele” e “universo/ mondo” di spiritilli, prostitute, travestiti, santi e magia che sprofondano nel tufo poroso del sottosuolo di questa città. La sua Napoli e il suo teatro sono un ossimoro, un saliscendi di meraviglioso e bassezza, salvezza e perdizione, uno e coro, in un Napoletano antico, melodioso, desueto che quasi non ascoltiamo più, se non dai nostri anziani e che Enzo Moscato ha recuperato dalle sue memorie passate nei Quartieri Spagnoli, suo luogo natio.

enzo moscato scannasurice

E proprio ai Quartieri Spagnoli, al Teatro Nuovo ci sarà occasione di conoscere e apprezzare questo pezzo di storia del teatro napoletano e italiano. Dal 16 al 25 marzo infatti sono previsti ben due lavori di Moscato: il primo, “Scannasurice”, segnò il suo esordio sulla scena nel 1982. Il secondo “Raccogliere e bruciare”, è invece l’ultimo lavoro di Moscato, presentato alla scorsa edizione del Napoli Teatro Festival.

scannasurice

A interpretare “Scannasurice”, monologo disarmante di una strana creatura in limite di genere e di età, persa nei cunicoli del sottosuolo di Napoli, tra storie di fantasmi, santi e preghiere melodiose, è Imma Villa diretta sapientemente dal regista Carlo Cerciello. Da oltre due anni i due stanno portando il testo di Moscato in tutta Italia (e anche all’estero) con un successo clamoroso di pubblico, più che meritato: mettere in scena Moscato senza Moscato è pressoché impossibile, eppure Imma Villa è riuscita in un piccolo miracolo che val la pena di vedere e rivedere dal 16 al 18 marzo al Nuovo.

enzo moscato

Dagli esordi di Moscato, passiamo al suo lavoro di capocomico di una grande compagnia. Oltre ai lavori “in solo”, l’autoattore è infatti corega di una folta di compagnia di attori tra i migilori del panorama napoletano: dalla stessa Imma Villa, Cristina Donadio, Benedetto Casillo, Gino Curcione, Tina Femiano, Vincenza Modica, Rita Montes e altri.

raccogliere e bruciare

Dal 21 al 25 marzo porteranno in scena “Raccogliere e bruciare”, lavoro corale e visionario in cui Enzo Moscato trasporta alcuni personaggi dell’Antologia di Spoon River a “Spentaluce/ Partenope”, tra sogni, visioni, canzonette, in una sorta di origami di vite e frammenti di cui lo stesso Moscato fa la regia, in scena. Due spettacoli che compongono lo sconfinato universo drammaturgico moscatiano: un’occasione ghiotta per conoscere uno dei pilastri del teatro napoletano e per godere di un po’ di teatro con la T maiuscola.

raccogliere e bruciare

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