Scusate il ritardo è un film del 1983, diretto e interpretato da Massimo Troisi. Il titolo della commedia allude al tempo dell’arrivo dell’amore e alla non sincronia con il nostro tempo interiore.
Massimo Troisi è il comico dei sentimenti, quello che conosciamo bene per la capacità di mettere a nudo i sentimenti in una maniera semplice e mai banale. Questo è ciò che fa nella commedia Scusate il ritardo, nella quale interpreta il personaggio di Vincenzo, un uomo disoccupato che vive con la famiglia a Napoli.
Vincenzo dimostra un’inadeguatezza che non gli consente di trovare un proprio posto nel mondo e questa sua manchevolezza si manifesta anche nel rapporto con le persone che lo circondano. Intraprende una relazione con Anna, ex compagna di scuola della sorella. La donna pretende una relazione seria, profonda, ma Vincenzo è immerso in un mare di pensieri che sembrano impedirgli di costruire una relazione stabile. Subisce gli sfoghi sotto la pioggia del suo amico Tonino, che è stato lasciato dalla fidanzata. Inoltre, Vincenzo soffre del rapporto con il fratello Alfredo che a differenza sua, trionfa e vince in ogni ambito della vita. Per certi aspetti, il personaggio di Vincenzo presenta alcune caratteristiche di Gaetano nel film Ricomincio da tre. Ma se quest’ultimo decide di andare via da Napoli alla ricerca di un’esperienza adatta alla sua persona, Vincenzo sceglie di restare ancorato alla sua città natale. Probabilmente, lasciare Napoli per lui, significherebbe aggiungere un dubbio in più a una montagna di insicurezze.
“Se si dà una coltellata, se la desse a sinistra perché a destra ha il fegato che gli fa male!”
Eppure, la Napoli rappresentata viene appena inquadrata, presentata sotto cieli grigi e nuvolosi, a tratti cupa e malinconica, quasi a riflettere lo stato d’animo del protagonista. In sostanza, la vera Napoli, quella che tutti conoscono, emerge solo nella gestualità e nelle parole dei personaggi. I dubbi e le incertezze sembrano emergere particolarmente quando Vincenzo deve affrontare la sua situazione sentimentale con Anna, una donna che tanto desidera ma che poi sembra non volere più. E qui, si pone la lente di ingrandimento su tutte quelle dinamiche di coppia che sono sempre oscure, prive di una risoluzione efficiente.
Davanti alla totale e sincera dichiarazione d’amore di Anna, Vincenzo non vuole abbandonare quel castello fatto di dubbi, quasi prova piacere nel crogiolarsi in quel sentimento di incertezza passiva che resta sospesa sul filo di un rasoio. A causa della passività di Vincenzo e per la sua non voglia di prendere posizione, Anna decide di lasciarlo. Nella scena finale del film, i due avranno un confronto e Vincenzo sceglie di gettarsi in questo rapporto, pur sapendo di non amarla quanto lei ama lui. In questi pochi istanti finali, Vincenzo rinuncia alla speranza di trovare un amore, una vita, una condizione, realmente adatta a lui.


