“Sei cose impossibili prima di colazione”: domani la presentazione del libro di racconti di Guido Trombetti

palazzo zapata
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Martedì 8 novembre, alle ore 17, presso la Sala degli Specchi di Palazzo Zapata, sede dell’Università Telematica Pegaso, a Napoli, in Piazza Trieste e Trento n. 48, sarà presentato il volume “Sei cose impossibili prima di colazione”  di Guido Trombetti, edito da Rogiosi. Il libro è un’antologia di racconti, raccolti in due gruppi: 9 verosimili e 11 inverosimili.

Il titolo prende spunto dal romanzo “Attraverso lo specchio magico”, pubblicato nel 1871 da Lewis Carroll, più noto al grande pubblico per il precedente “Alice nel paese delle meraviglie”; protagonista anche qui Alice, a contatto con un mondo fantastico, in cui la Regina cerca di convincerla a credere a quelle cose che, almeno in apparenza, sembrano impossibili.

Non sempre però il confine tra possibile e impossibile, verosimile e inverosimile, è così netto… La Regina così parla ad Alice: “Quando avevo la tua età, facevo sempre questo esercizio per mezz’ora al giorno. Diamine, certe volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione!”

 

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Nei racconti di Guido Trombetti, napoletano, docente di Analisi Matematica presso l’università “Federico II”, di cui è stato anche rettore – ricoprendo anche il ruolo di presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, oltre a quelle di presidente dell’Accademia di Scienze Fisiche e Matematiche e della Società Nazionale di Lettere e Arti – , il linguaggio è scorrevole, e la narrazione piacevole e ironica, anche se non mancano gli spunti di riflessione e i momenti di nostalgica malinconia.

Napoli è sempre presente, la città di ieri e quella di oggi, sempre viva e palpitante. Così è a partire dal primo racconto, “Al Vomero”, che narra l’infanzia e l’adolescenza dell’autore nel quartiere collinare, che un tempo era luogo ameno, immerso nel verde, dove i napoletani più ricchi andavano a trascorrere la villeggiatura, e che tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, ma già nel primissimo dopoguerra, fu al centro di un vero e proprio boom edilizio, con la costruzione di nuovi palazzi dove molti membri della media borghesia si trasferivano dalle case più grandi forse, ma meno confortevoli, del centro.

Così a dieci anni lo scrittore passò dalle 14 camere dell’immenso appartamento di via Foria dai pavimenti ballerini a una casa moderna di cinque stanze, stanzetta, cucina e due bagni in un palazzo con citofono e ascensore – allora segni di grande modernità! – , in un parco al Vomero.

E viene allora raccontato il Vomero dell’epoca, dei ragazzi che si riunivano nei giardini, ai quali bastava giocare insieme, chiacchierare, raccontarsi, per sentirsi felici. E con un po’ di amarezza viene presentato il confronto con il Vomero di oggi, anonimo e affollato. Di grande simpatia i personaggi dei racconti inverosimili, come lo scheletro Ernesto, che lascia il cimitero per ricominciare a vivere nel mondo dei vivi, e mette su famiglia con una scheletra; il bello è che nel quartiere dove vanno ad abitare sono considerati degli immigrati come tanti, forse solo un po’ troppo deperiti, probabilmente per il troppo lavoro…

O come la mosca bianca che arriva dal Nord e vuole conoscere le bellezze paesaggistiche della città svolazzando, anche se ha qualche problema con le distanze… La presentazione sarà preceduta dai saluti di Danilo Iervolino, presidente dell’Università Telematica Pegaso, e di Gaetano Manfredi, rettore dell’Università “Federico II”, e moderata da Francesco Fimmanò, direttore scientifico dell’ateneo del cavallino alato.

Dopo un breve intervento dell’editore Rosario Bianco, si alterneranno a parlare Pasquale Sabbatino, ordinario di Letteratura Italiana presso la “Federico II”; Antonio Corbo, giornalista de “La Repubblica”; Titta Fiore, giornalista de “Il Mattino”. Le conclusioni saranno affidate all’autore Guido Trombetti.

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