Simbologia, fiori, poesia… Smile city grazie alla scala dei fiori della Pietrasanta

Pietrasanta
Pietrasanta

Simbolo di rinnovamento, simbolo di rinascita. Una scala, quella della Basilica della Pietrasanta, ornata di margherite bianche e lilla. Un effetto cromatico che rapisce gli sguardi e sparge aria d’incanto nei pensieri della comunità.

La sensibilità di chi fa impresa come omaggio alla cultura e al bene comune che la Basilica rappresenta per un binomio che può sicuramente invitare altri a fare del linguaggio della natura e delle emozioni un raffinato veicolo per nuovi messaggi di miglioramento sociale e civile. L’idea di Raffaele Iovine piace e stimola altri ad abbellire la città di Napoli attraverso i colori e la valenza semantica, non solo simbolica, dei fiori.

Il significato della margherita

Ci soffermiamo intanto sul significato delle margherite tra storia, leggenda e mitologia come accade anche per ogni simbolo rappresentativo della cultura partenopea.

Secondo la mitologia romana, la ninfa Belide venne trasformata in un piccolo fiore, ‘bellis’, in risposta alla sua richiesta di aiuto agli dei rispetto alle attenzioni non gradite di Vertumno, dio dei boschi e delle stagioni, secondo la civiltà romana, e secondo le derivazioni etrusche. Le ninfe, creature divine, rappresentavano boschi, sorgenti, acque. Tutte le ninfe erano legate alla dea Artemide, essa stessa ninfa per certi aspetti, forza creatrice che tutela gli istinti, espressione della donna e di tutte le sue mutevoli potenzialità; danzavano sulle melodie del flauto del dio Pan ma soprattutto avevano indistintamente uno stretto legame con l’acqua.

Alcune ninfe, raffigurate sempre come donne bellissime e piene di grazia, erano portatrici  di bene e di protezione, di amore e di tutela. Raffinate, flessuose, vestite di tuniche ariose, venivano discretamente adorate come dee al fine di ottenere la loro benevolenza.

Mentre, ricordiamo, proprio in primavera, Persefone-Proserpina, regina degli Inferi, tornava alla luce per la madre Demetra che per la felicità di riabbracciare la figlia ricopriva la terra di tanti fiori e frutti. Il mutamento della ninfa Belide in margherita richiama alla memoria il processo di metamorfosi salvifica delle ninfe celebrato nel terzo libro delle ‘Metamorfosi’ di Ovidio che guarda al sentimento di Eco, ninfa destinata alla incapacità di comunicare, per Narciso. Lo stesso Narciso, causa della metamorfosi della ninfa per mano di Giunone che le tolse la possibilità di dire altre parole se non quelle appena udite, diverrà oggetto di altra  metamorfosi venendo tramutato in un fiore quando per toccare la propria immagine riflessa nell’acqua, vi cadrà dentro.

E sempre il poeta latino Ovidio nei ‘Fasti’ descrive proprio la dea Flora, protettrice della rinascita, riprendendo il mito greco di Cloris con modifica della consonante iniziale del nome nella versione latina. Proprio dal 28 aprile al 3 maggio, come nei giorni partenopei della Pietrasanta, si celebravano a Roma i ‘Floralia’ o ‘Ludi Florales’ , feste che comprendevano anche rappresentazioni teatrali. Mentre nell’eterna ‘Primavera’ del Botticelli, Cloris, ghermita da Zefiro, lascia spazio a Flora e tra le innumerevoli specie di fiori e piante rappresentate in quella che si configura ampiamente come un’allegoria della giovinezza, le margherite trovano ampia e aerea collocazione.

Tra le specie più numerose nella ‘Primavera’ di ogni tempo, proprio le margherite compaiono decine e decine di volte: le margherite crescono spontanee nei prati in questa stagione e sono quanto mai emblematiche della rinascita primaverile. Sono, tuttavia, anche simbolo d’amore in quanto rivelatrici, nella richiesta all’indefinito,  a chi ama se è corrisposto dall’amato.

La rigenerazione urbana, l’esempio della Pietrasanta

E dunque, che la scala delle margherite, come di ogni altro fiore, della Pietrasanta diventi simbolicamente rinascita attraverso la metamorfosi di ciascun elemento vitale, da quello di eredità culturale insito nello stesso sito basilicale a quello delle persone che si avvicendano attorno alla Pietrasanta per nutrirsi dei messaggi di vita e di quegli inviti all’ affettività solidale che crei legami e colmi dissonanze.

I processi di rigenerazione urbana, tanto auspicabili quanto necessari, passano anche attraverso le vie della tutela privata e dell’attenzione del singolo. In fondo le metamorfosi, non certo solo figura letteraria che giustifica il divenire delle esistenze per intervento di forme di divinità, sono affidate alle sensibilità di chi, come Raffaele Iovine, invita la città a sorridere anche attraverso i fiori!

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