Teschi e… capuzzelle!

Cimitero delle Fontanelle
Cimitero delle Fontanelle

Il Cimitero delle Fontanelle e l’adozione…delle ‘capuzzelle’

Cimitero delle FontanelleOgni lunedì percorrendo via Fontanelle, ancora oggi, è possibile intravedere una piccola processione di donne vestite di nero che stringono un lumino nelle mani…per i Greci, la luce era simbolo di vita eterna. Le donne, infatti, erano (e quelle ancora fedeli al rito lo sono tutt’oggi) dirette a salutare “la Capuzzella” adottata nel famoso Cimitero delle Fontanelle.

Il Cimitero delle Fontanelle è un ex ossario, che contiene un numero imprecisato di resti di defunti, che fu usato, nella peste del 1600  prima, e durante l’epidemia di colera poi nel 1837, come fossa comune.

Come nasce il cimitero

Ai poveri malcapitati colpiti dalla peste e dal colera, sono stati aggiunti in seguito i resti della popolazione più povera (le cosiddette “anime pezzentelle”), che a causa della loro indigenza, non hanno trovato sepoltura all’interno delle chiese (nonostante la vita per noi napoletani sia “una livella”).  Trovare un posto “per il riposo eterno” era infatti appannaggio dei più abbienti, e l’epidemia di colera purtroppo gravò ancor di più sulla situazione di chi aveva poco o nulla.

Seppellire i defunti all’interno delle chiese è stata infatti una pratica in vigore fino all’inizio dell’Ottocento, ma dopo l’epidemia di colera fu ordinato di trasportare tutte le salme contenute nelle chiese all’interno di un’enorme cava di tufo. Non soltanto per l’epidemia di colera e i rischi che la presenza di resti di defunti nelle chiese poteva comportare per i cittadini, furono alla base dell’ordinanza del Consiglio Sanitario.. ma anche gli odori poco gradevoli che gli stessi corpi emanavano.

Non c’era spazio per tutti, e accadeva spesso che di notte i becchini disseppellivano alcuni corpi per riporli in alcune cave abbandonate del rione Sanità. Le scene, per chi purtroppo si è trovato ad assistere erano agghiaccianti.. non era così rado “incontrare” il corpo senza vita di un parente o un conoscente, trascinato dalle acque reflue o da piogge.

Fu così che nel 1872, Don Gaetano Barbati, con l’aiuto di alcune donne mise in ordine le ossa così come le ritroviamo oggi, e soprattutto, le povere anime erano tutte anonime, ad eccezione di Filippo Carafa Conte di Cerreto dei Duchi di Maddaloni, e di Donna Margherita Petrucci; entrambi riposano in bare protetti da vetri. Quello che ne venne fuori fu il Cimitero delle Fontanelle così come lo vediamo tutt’oggi.

Le ‘capuzzelle’

Le povere anime erano quindi abbandonate all’anonimato e alla solitudine, ma i napoletani non potevano rimanere inermi di fronte a tanta nostalgia e…le adottavano. Adottare una capuzzella voleva dire affidarsi in qualche modo ad una forza superiore, per ricevere notizie di un caro al fronte, una benedizione, o semplicemente i numeri da giocare al lotto, e garantire in cambio un sereno passaggio verso l’aldilà attraverso la preghiera.

E non solo! Della capuzzella ci si prendeva ovviamente cura: le si attribuiva anzitutto un nome, la si lucidava e la si poggiava su fazzoletti ricamati, adornata con lumini e dei fiori. Poi si aggiungeva il rosario, messo al “collo” del teschio per formare un cerchio. In seguito il fazzoletto veniva sostituito da un cuscino, spesso ornato di ricami e merletti.

Cimitero delle FontanelleLa leggenda di Donna Cuncetta, ‘a capa che suda’

Si racconta che una donna, Concetta, desiderava ardentemente avere un figlio e si recava spesso dalle anime del Purgatorio per ricevere una grazia. Ne scelse una a caso, dedicandole tutte le sue preghiere, si accostò al teschio e lo accarezzò per assicurarsi che la preghiera fosse arrivata.

La sua capuzzella però è diversa dalle altre. Posta in una teca, a differenza delle altre non è mai ricoperta dalla polvere. Probabilmente ciò accade perché raccoglie meglio l’umidità rispetto alle altre, ma i devoti risponderanno che quello è il sudore delle anime del Purgatorio.

Si narra che anche Donna Concetta, così come ha ricevuto la sua grazia in passato, sia pronta a esaudire le grazie di chi le richiede (per lo più donne desiderose di avere una prole). Se accarezzando il capo di Donna Concetta la propria mano si bagna, la richiesta verrà esaudita, diversamente.. meglio rivolgere le proprie preghiere a un’altra “capuzzella!”.

[adrotate group=”6″]

La nostra rivista
La nostra
rivista
L’Espresso Napoletano diffonde quella Napoli ricca di storia, cultura, misteri, gioia e tradizione che rendono la città speciale e unico al mondo!

SCELTI PER TE