Tom e Jerry a Napoli: a neapolitan mouse!

Tom e Jerry a Napoli
Tom e Jerry a Napoli

In una delle loro irresistibili epopee, Tom e Jerry giungono a Napoli. Qui un simpatico topo napoletano organizza loro un giro turistico che va dal San Carlo alla collina di Posillipo.

La creazione di Hanna e Barbera

Tom e Jerry rappresentano un fenomeno culturale dagli orizzonti sterminati. I creatori dei personaggi, William Hanna e Joseph Barbera, lavorarono al progetto dal 1940 al 1958 per gli MGM Studios. La loro casa di produzione cinematografica ha poi continuato l’opera rendendo il gatto e il topo personaggi unici, oltre che un fenomeno trans-generazionale. Questi cartoon, estremamente semplici nella trama, ma dalle innumerevoli trovate visive, sono rimasti impressi nell’immaginario collettivo più di quanto gli stessi autori si potessero aspettare. Tom e Jerry sono infatti diventati personaggi archetipici rinvigorendo l’idea dell’amicizia-inimicizia di gatti e topi.

Tom e Jerry a Napoli

L’episodio ambientato a Napoli, A neapolitan mouse, è il numero 86 della serie animata e fu prodotto e realizzato nel 1954. I due protagonisti giungono al porto di Napoli su una nave da crociera. In un primo momento la città fa da sfondo alla caccia del gatto al topo, ma nel prosieguo dell’episodio diventa assoluta protagonista con le sue bellezze acquerellate. Il personaggio chiave dell’episodio è un piccolo roditore autoctono, capace di bucare lo schermo con la sua simpatia gestuale. L’incontro con il topo napoletano è il perfetto pretesto per far fare a Tom e Jerry un tour guidato della città. Il topo “cicerone” mostra il golfo e Nisida dalla panoramica collina posillipina, il teatro San Carlo, il Maschio Angioino, il lungomare di Mergellina. Da buon padrone di casa li sfama con un panino dalla dimensioni gargantuesche. Infine da buon napoletano delizia gli ospiti cantando Oi Marì.

In questo modo, attraverso un singolo personaggio, Hanna e Barbera hanno saputo raccontare l’impareggiabile bellezza, cultura e accoglienza della città. Ciò che stupisce è che gli autori di Tom e Jerry si sono appoggiati il meno possibile al facile immaginario della pizza e del mandolino. Hanno cioè colto delle immagini evocative che raccontano Napoli in una maniera inedita, offrendo a spettatori piccoli e grandi degli assaggi della sua unicità.

L’Italia dentro Napoli

Il segreto è stato forse nella volontà di rendere Napoli sineddoche per l’Italia intera. Ambientare a Napoli un episodio significava avere la possibilità di mostrare l’Italia tutta e l’italianità come categoria spirituale. Alcuni scorci trascendono la peculiarità dei vicoli e presentano ampi spazi medievali, tipici dei Comuni del Nord Italia. In una delle tante gag fisiche vengono lanciati delle forme di quello che sembra parmigiano, non delle pizze come ci si aspetterebbe a Napoli. Questa scelta di accorpare una città così unica ad un paese altrettanto ricco non deve però far storcere il naso.

L’episodio, lungi dal rivelare scarsa attenzione alle unicità del territorio, celebra Napoli in dettagli che saltano più all’occhio del turista che a quello del cittadino. L’esplorazione cittadina degli autori è profonda e celebra i gradoni del Pallonetto di Santa Lucia o i vasci dei quartieri più di Piazza del Plebiscito. Chi di noi napoletani avrebbe pensato di omettere la maestosità del tempio di San Francesco di Paola o del Palazzo Reale? Ciò che ci insegna questo episodio di Tom e Jerry è allora avere il coraggio di guardarci dall’esterno per vedere altre facce di ciò che crediamo essere.

[adrotate group=”6″]

La nostra rivista
La nostra
rivista
L’Espresso Napoletano diffonde quella Napoli ricca di storia, cultura, misteri, gioia e tradizione che rendono la città speciale e unico al mondo!

SCELTI PER TE