venerdì, 14 Ago, 2020 Espresso napoletano

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Tornare alla normalità non sarà facile

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Non parliamo più di Covid-19, perchè siamo tutti stanchi di sentire sempre le stesse cose e, soprattutto, di essere bersagliati da notizie spesso inattendibili, non certamente casuali. È infatti assurdo avere iniziato la cosiddetta Fase 2 – con non pochi problemi economici- per ritrovarci con i soliti nefasti servizi, puntualmente finalizzati a realizzare un clima di paura. E infatti già si parla di un possibile ritorno di contagi in autunno.

Eppure, le bronchiti, le polmoniti e le altre infezioni respiratorie ci sono sempre state provocando morti soprattutto tra gli anziani con gravi patologie. E non per questo sono stati introdotti ‘app’ e ‘braccialetti’ (per bambini), cosiddetti anti-covid, che mortificano la dignità delle persone e ne violano gravemente la privacy. Per i bambini sarebbero psicologicamente devastanti per una crescita serena e senza condizionamenti. Non sono certamente robottini!

Ciò che colpisce maggiormente è ricevere ogni giorno come morti Covid il numero complessivo dei decessi registrati nel Paese, senza considerarne le effettive cause più o meno naturali. Il dato sarebbe corretto se fossimo un popolo di ‘immortali’ che per la sua condizione speciale non dovrebbe esprimere un fisiologico numero di decessi. Ma ovviamente non è così! Tale discutibile ed odiosa prassi certamente non aiuta il morale delle persone, soprattutto se si tratta di anziani o anche giovani con pregresse patologie più o meno gravi. Sembra di assistere – ascoltando i diversi organi di informazione – ad un gioco al rialzo, ‘a chi offre di più’, come se fossimo ad una gara d’asta dove si tratta insolitamente di cadaveri, bare, fosse comuni, contagi ed altri poco ‘ameni’ argomenti. Che tristezza! Che squallore! Che assurdità!

Per completare il ‘quadretto’ dipinto da un ‘brillante regista horror’ potremmo citare con un po’ di ironia la vecchia operetta del De Gubernatis sugli usi funebri dei popoli indo-europei o anche parlare di nenie e prefiche del mondo antico e non solo. Ovviamente la mia è pura ironia! Ma che non è lontana da una triste realtà, nella migliore delle ipotesi poco rispettosa della dignità e della vita delle persone più deboli, bisognose di tranquillità e messaggi in positivo. E, invece, molte ci hanno lasciato per sempre, private anche dell’affettuosa vicinanza dei propri cari, in passato mai negata ad alcuno, neanche ai tempi di altre più gravi pandemie. Che dolore! Era proprio indispensabile negare l’ultimo addio? È solo una amara riflessione, seppure nel ‘doveroso’ rispetto del lavoro svolto da chi ha dovuto prendere decisioni non facili.

Forse usando le necessarie misure cautelative si poteva e doveva consentire di portare un affettuoso conforto a chi stava per lasciare per sempre i propri cari o anche di dargli una degna sepoltura religiosa. È evidente che per meglio comprendere, bisogna immedesimarsi mentalmente nel prossimo, pensando: se mia madre fosse stata ricoverata in gravissime condizioni, come mi sarei comportato? Lasciamo alla nostra coscienza la risposta…

E adesso? Incrociando le persone lungo la strada mi sembra di vedere vecchie immagini su una playstation, dal titolo ‘zombie’, sulla ‘caduta di Londra’ causata proprio da un contagio. Eppure, avremmo necessità di ‘normalità’, di un ritorno alla vita relazionale senza odiose privazioni di discutibile legittimità. La gente di fatto ha smarrito identità ed equilibrio. Nella vita si possono avere anche difficoltà, ma dando il giusto valore ad ogni cosa, con la speranza che dopo il buio ci possa essere una nuova alba… Senza alienanti condizionamenti psicologici sul futuro, già dipinto a tinte scure prima ancora di avere qualsiasi nefasta certezza. Tutto ciò è ingiusto e dannoso! Si parla di ‘ripartenza’ e invece viviamo un incubo indotto. Così rischiamo di fare il cammino dei granchi… all’ indietro! È Cinquecento. Assurdo!

Molte aziende di media e piccola dimensione sono ormai sulla via del fallimento, perchè le complicate condizioni di apertura non consentono assolutamente di sostenere i costi di esercizio. Moltissimi sono i licenziamenti. È giusto, nel dubbio del rischio, pretendere di usare precauzioni, ed è doveroso rispettarle con grande senso civico nel comune interesse della tutela della salute pubblica. Ma occorre prima razionalizzare le misure ritenute indispensabili ricorrendo – a costo zero – ad esperti esponenti dei settori produttivi. Essi porterebbero a collaborazioni certamente più efficaci e aderenti alla realtà. Soprattutto si eviterebbe di costringere milioni di cittadini a chiudere le proprie attività. Con quale futuro per il Paese, già in caduta libera?

Quanti giovani non avranno più un posto di lavoro stagionale? Conosco personalmente moltissimi ragazzi che lavoravano nel settore del turismo e non solo. Non piangono soltanto per amor proprio. Probabilmente andranno all’estero come tanti altri. Non sarà infatti il reddito di cittadinanza a risolvere i loro problemi, anche perchè la maggioranza ha ancora tanta buona volontà ed è desiderosa di lavorare, con molta dignità! Nella povertà non può esserci salute psico-fisica! Nella migliore ipotesi si originano depressione psico/fisica, malattie, disperazione ed altro ancora! Osservando le vetrine di tante attività commerciali si legge: ‘Si svende tutto per chiusura’, o ‘questo esercizio non riaprirà per insostenibilità dei costi di gestione’…ed altre scritte simili.

Ho visto i titolari piangere. Non chiedono umiliante assistenza, ma possibilità di lavorare! Come si fa ad ignorare ciò? E, allora, di quale ripartenza vogliamo parlare, se poi si uniscono funesti, immotivati ed irresponsabili presagi autunnali? È contro ogni logica imprenditoriale. Quale futuro ci aspetta? La verità è che abbiamo una irrinunciabile necessità di riprendere la ‘normalità’ della vita, nel pieno rispetto delle nostre libertà, indispensabili per ricostruire il paese, come già nel Dopoguerra. Senza libertà non ci può essere rinascita! Libertà di agire operosamente! Libertà di muoversi liberamente!

È giusto isolare eventuali focolai, ma è costituzionalmente accettabile la chiusura dei confini regionali? Si ferma il Paese! Libertà di relazioni, seppure nel doveroso rispetto di misure precauzionali essenziali! Libertà di vivere i propri affetti! I padri costituenti prima di scrivere il sacro testo della Costituzione unirono un patrimonio di valori, principi e conoscenze che avrebbero costituito l’anima della neo-repubblica democratica, fondata sul lavoro. Ricordiamo ancora una volta che la sovranità appartiene al popolo.

E non può essere ignorata – da chicchessia – la volontà sempre più diffusa di tutti i cittadini che vogliono tornare a vivere chiedendo solo ‘normalità’, una ‘normalità’ intesa come piena e responsabile libertà, senza ‘concessioni’!