Tradizioni natalizie napoletane: le 4 usanze simbolo

tradizioni natalizie napoletane
tradizioni natalizie napoletane
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Il Natale in città è ormai alle porte, così come le tradizioni natalizie napoletane che ogni anno tornano ad animare le festività.

In questo particolare periodo dell’anno, il mondo intero si appresta a celebrare il Natale, a volte con tradizioni comuni, altre con usanze assolutamente uniche. Molte città iniziano così a tingersi di fascino, atmosfera e magia. Ma per una città come Napoli, che certe caratteristiche è capace di preservarle tutto l’anno, cosa accade esattamente? È possibile, anche da turista, vivere le autentiche tradizioni natalizie napoletane? 

Quali sono queste tradizioni?

Per chi Napoli la vive ogni giorno (magari dall’infanzia), più che una scaletta da seguire, le tradizioni sono importanti anche perché capaci di rievocare ricordi e sensazioni cementate nel tempo. Ed è qui che risiede la sua unicità: nel riuscire a rievocare quelle sensazioni anche a chi si ritrova a visitare la città nel periodo più magico dell’anno. Le tradizioni natalizie napoletane circondano momenti fatti di lunghe tavolate, pranzi e cene che paiono infinite, chiacchiere continue. Ma per tutto questo si inizia molto, molto prima. 

C’è chi si anticipa, ma la tradizione vuole che si inizi ad addobbare la casa l’8 dicembre, giorno della festività dell’Immacolata Concezione. Nella religione cristiana, dunque, è il giorno in cui si celebra la nascita di Maria, madre di Gesù. Nata “immacolata” in quanto non marchiata dal peccato originale. Seguendo questo filone, si è scelto di addobbare l’albero di Natale in questo giorno in quanto simbolo della vita, nascita e speranza. Ma è molto probabile che la ragione risieda anche nel fatto che, essendo festività nazionale, le famiglie possono riunirsi per addobbare casa tutti insieme. 

A questo giorno è legata un’altra delle importanti tradizioni natalizie napoletane: quella del presepe. Unico nel suo genere tanto da divenire una vera e propria forma d’arte. A Napoli trova la sua massima espressione nella via di San Gregorio Armeno. È qui che, nei giorni precedenti all’8 dicembre, ci si affolla per vedere i maestri dell’arte presepiale all’opera. Ma anche per comprare addobbi, personaggi di terracotta per il proprio presepe e via discorrendo. Il presepe napoletano è ricco di dettagli, a volte anche con sofisticati sistemi che muovono i personaggi o che permettano a corsi d’acqua di fluire in costante movimento. La tradizione vuole che il bambin Gesù e i re Magi vengano aggiunti solo in un secondo momento, ovvero alla mezzanotte del 25 dicembre, per celebrarne la nascita. 

Una figura emblematica delle tradizioni natalizie napoletane è quella degli zampognari, la cui novena inizia proprio dall’8 dicembre. Da quel giorno in poi gli zampognari girano per la città portando tra i vicoli e nelle case il suono della zampogna che, si dice, porti fortuna. 

Come potete immaginare, le tradizioni natalizie napoletane sono indissolubilmente legate al cibo. Più che un elenco di piatti della tradizione, anche in questo caso a Napoli perdura la ritualità. Prima del cenone della vigilia a base di pesce, infatti, è usanza andare in giro per i vari mercati della città in cerca degli ingredienti giusti. Per l’occasione, pescivendoli e commercianti rimangono aperti anche tutta la notte. Creando un’atmosfera di festa senza eguali e che si ripeterà, in occasione della notte tra il 5 e il 6 gennaio, per acquistare dolciumi per le calze dell’epifania

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