domenica, 12 Lug, 2020 Espresso napoletano

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Trianon da Ciro, la pizza a servizio del quartiere

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A ridosso di uno tra i quartieri più popolari di Napoli, Forcella, la pizzeria Trianon da Ciro è da sempre un punto di riferimento per una buona pizza di tradizione. Questa sua vicinanza al quartiere è un punto fondamentale della proposta culinaria della pizzeria e ha segnato l’evoluzione dell’attività stessa. Quella che è rimasta invariata negli anni è la gestione a conduzione strettamente familiare. Per conoscere la lunga storia, fra un po’ centenaria, della pizzeria Trianon da Ciro, incontriamo i due attuali gestori e pizzaioli Giuseppe Furfaro e Angelo Greco.

Si entra in pizzeria passando proprio vicino al forno e questo mette subito un certo appetito, ma prima di assaggiare la pizza ci sediamo al tavolo con Angelo e Giuseppe.

Giuseppe e Angelo, una pizzeria storica nelle vostre mani!

Giuseppe: “Sì, la pizzeria dal 1923, quando è stata aperta, ad oggi è sempre stata a conduzione familiare. I nonni Ciro Leone e Giorgina De Somma fondarono la pizzeria che poi è passata alle loro figlie Donatella e Giorgia di cui noi siamo i mariti, e quindi è sempre nelle stesse mani da quasi cento anni!”.

Alessandra Farinelli 

Dal 1923 ad oggi… una storia che attraversa tanti periodi storici importanti.

Angelo: “Sì. Anche lo stesso periodo di nascita della pizzeria è particolare. Il 1923 è a cavallo tra le due guerre mondiali e quindi vi lascio immaginare quanta fame ci fosse in quel periodo e quanto fosse importante rispondere ai bisogni del popolo. Perciò i nonni decisero di venire incontro alle esigenze della povera gente con questa pizzeria”.

Giuseppe: “Ma non fu sempre così semplice… durante la Seconda guerra mondiale era difficile reperire i sacchi di farina e quindi si cucinava quello che si poteva, come il gateau di patate… l’importante era sfamare il popolo che ne aveva bisogno”.

E poi dopo le guerre c’è stata un po’ di tranquillità…

Angelo: “Sì, da quel momento in poi ci siamo dedicati di nuovo alla pizza, ma si cucinava anche qualche altra cosa… dopo il periodo del colera ha preso forma la pizzeria così come la conosciamo oggi. Piano piano abbiamo anche allargato la sede aggiungendo una sala al piano terra e poi espandendoci anche al primo piano dove prima abitavano i nonni”.

Alessandra Farinelli 

È corretto dire che la vostra è una ‘pizza di quartiere’?

Giuseppe: “Certo! E ne siamo fieri! La pizza napoletana nasce come alimento per tutti e soprattutto alla portata di tutti. A tal proposito, la nostra pizza è un po’ più grande di quelle delle altre pizzeria e non a caso viene chiamata ‘a ruota del carretto’!”.

Alessandra Farinelli 

Come in tutte le pizzerie di tradizione, non si può fare altro che assaggiare un ottima margherita ‘a ruota del carretto’ e restarne meravigliati per la qualità di ogni ingrediente, dall’impasto alla foglia di basilico. Si capisce anche perché alcune riviste gastronomiche giapponesi e americane abbiano definito questa come ‘the best pizza in the world’.

L’attività della pizzeria Trianon non finisce qui. Infatti, in linea con la sua vocazione di pizza a servizio del popolo, è molto presente in iniziative di solidarietà. Encomiabile la scelta fatta in passato di donare ogni primo giorno del mese 310 pizze alle comunità della città. Con questo stesso entusiasmo Giuseppe e Angelo stanno aderendo alle iniziative dell’Accademia Arte e Mestieri e Professioni. Ora che non siamo più nel Dopoguerra e il problema della fame è (in parte) risolto, c’è sempre modo di fare del bene. Questo a testimonianza che ogni pizzeria a Napoli non è mai soltanto una pizzeria.

 

 

L’articolo Trianon da Ciro, la pizza a servizio del quartiere è stato pubblicato nel numero di novembre 2019 della rivista l’Espresso napoletano, dedicato a Raffaele Viviani. Per leggere gli altri articoli, richiedi la copia arretrata: 0815568046 oppure info@rogiosi.it.

Attore per vocazione, con un passato tra palchi e televisione; scrittore per necessità, con un presente tra fogli di carta e frasi sparse. Amante dell’arte di incastrare parole, quindi cultore del rap. Massimo esperto di Harry Potter in Italia (sfido chiunque). Scrivo di Napoli perché è palco, frasi sparse, parole incastrate, magia.