domenica, 05 Dic, 2021 Espresso napoletano

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Un commosso saluto a Mario Guida, decano dei librai italiani

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Se ne è andato Mario Guida, decano dei librai italiani. Aveva 85 anni, e alla cultura e in particolare ai libri aveva dedicato l’intera vita. Nella celeberrima Saletta rossa della sua libreria a Port’Alba sono passati tanti scrittori, era un luogo simbolo per tutta Napoli, dove si svolgevano presentazioni di libri e reading letterari, seguendo una sua geniale idea di quando questi eventi non erano ancora di moda.

Così in tanti potevano incontrare da vicino il mondo della letteratura e confrontarsi con gli autori, in appuntamenti che erano diventati un punto di riferimento per gli appassionati della lettura; anche un grandissimo, il poeta Giuseppe Ungaretti, passò di lì, in un incontro memorabile per chi ebbe la fortuna di parteciparvi. Nel dicembre 2014 la chiusura non solo della Saletta, ma dell’intera libreria, la famosa libreria Guida di Port’Alba che per tanti di noi che di leggere, già da ragazzi, non potevamo proprio fare a meno, era una sorta di luogo magico, dove davvero si potevano trovare tutti i titoli che volevi, e dove potevi passare tantissimo tempo a girare tra gli scaffali, cercando direttamente i volumi divisi per argomento.

Non era ancora l’epoca dei megastore, e lì si respirava il profumo dei libri. La libreria Guida di Port’Alba seguiva a ruota, chiudendo, le altre sedi di piazza San Domenico Maggiore – punto di riferimento per i giovani universitari della zona, caotica ma sempre fornita – e via Merliani, ma la sua chiusura era quella più dolorosa, per l’intera città mi viene da dire.

Mario Guida, a lungo presidente dell’Associazione Librai Italiani, che era stato in grado con la sua lungimiranza di trasformare la sua casa editrice in azienda con varie sedi sparse in Italia, aveva sofferto molto per quella saracinesca abbassata in via definitiva, per quella libreria storica che non era stato possibile salvare, ma nonostante ciò continuava in qualche modo a seguire il mercato editoriale, probabilmente non avrebbe saputo farne a meno. A lui va il commosso ricordo di tutti noi della redazione de “l’Espresso napoletano”, che non possiamo non piangere una figura che fa parte della storia culturale  della nostra Napoli.