sabato, 18 Set, 2021 Espresso napoletano

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Un laboratorio di “non scuola” all’ex Convitto “Le Monachelle” di Pozzuoli

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In queste settimane di rassegne, eventi, spettacoli in tutta la Regione, ha trovato spazio una preziosa iniziativa di Teatro con la T maiuscola dedicata a tutti gli abitanti di Pozzuoli. Il Collettivo flegreo LaCorsa, formato da Gianni Vastarella, Valeria Pollice, Giuseppina Cervizzi e altri attori e artisti della scena nazionale e locale, ha dato vita a un laboratorio gratuito dedicato agli abitanti di Pozzuoli.

Il progetto ha coinvolto bambini, adolescenti e adulti attraverso il metodo pluridecennale della “non scuola” del Teatro de Le Albe, storica compagnia di Ravenna che, nelle persone di Ermanna Montanari e Marco Martinelli a Scampia gettò le basi per quello che poi è diventato il progetto di Arrevuoto a Scampia. Dopo un lungo anno di distanziamento e divieti, il Collettivo LaCorsa torna a proporre un laboratorio dove il contatto fisico e lo stare insieme offerti dal teatro diventano le chiavi per affrontare una nuova ripartenza. Il laboratorio, iniziato lo scorso 23 giugno all’Ex Convitto “le Monachelle” è stato diretto da Gianni Vastarella, Valeria Pollice e Giuseppina Cervizzi e prevede una riscrittura dell’opera di Aristofane. Al termine del percorso della durata di tre settimane, il prossimo 9 luglio 2021 alle 21 sarà presentato l’esito finale della riscrittura delle “Rane” sulla spiaggia dell’Ex Convitto delle Monachelle a Pozzuoli. «Abbiamo scelto di donare un laboratorio teatrale ad una città nella quale la parola cultura fatica a trovare il suo spazio – sostiene il collettivo LaCorsa e in cui sempre più spesso le amministrazioni ragionano in termini di profitto in maniera non molto dissimile a quanto fanno le grandi aziende private, in cui i cittadini vengono immaginati come consumatori che non hanno bisogno di beni immateriali. Abbiamo voluto che il luogo della nostra azione fossero gli spazi esterni dell’ex Convitto Monachelle, luogo simbolo dell’abbandono in cui versano gli edifici pensati per la cultura». Al laboratorio hanno partecipato persone di tutte le età, dai 6 ai 76 anni. Tra questi, molti adulti e anziani che seguono anche gli altri  laboratori alle Monachelle tra cui quello di musica: accompagneranno questo esito con fisarmonica, castagnette, tammorre, mentre i costumi di scena sono ricavati da elementi di riciclo e multi materiale. «Per questo primo lab flegreo, a cui speriamo che ne seguiranno degli altri, abbiamo chiesto una mano ad alcuni dei giovani con cui facciamo laboratori da diversi anni in vari luoghi della città: Annachiara Damiano, Luigi Germoglio, Romina Liccardi, Lorenzo Pasqua, Anna Rovani, Alessandro Di Stocco sono stati nostri assistenti sul campo», racconta Gianni Vastarella. «Questo è stato un inizio, un primo approccio per collaborare con le associazioni del territorio e del Comitato dell’Ex Convitto delle Monachelle che è un luogo magico». L’evento sarà gratuito ed aperto a tutti. «Non si tratta di uno spettacolo, ma di un incontro». Non ci potrebbe essere luogo più libero e affascinante del litorale flegreo per far succedere questa magia.

Francesca Saturnino è nata a Napoli nel 1987. Critica teatrale, insegnante e giornalista. Collabora con riviste e giornali nazionali e locali. La sua passione, tra le altre, è scovare storie, mestieri e personaggi di una Napoli antica e desueta e raccontarli per mantenerne viva la memoria.