Un viaggio a Venezia, nel ‘diario’ di Gennaro D’Amato

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Un viaggio ‘di famiglia’ a Venezia

Ero stato varie volte a Venezia per lezioni nel corso di congressi medici organizzati soprattutto al Lido, che è lontano dalla città. Ma mai mi ero soffermato più di un paio di giorni in quella bella città. Questa volta invece, dal 25 al 29 aprile, ho colto l’occasione per stare più giorni con mia moglie Anna Maria, con mia figlia Mariella ed il primo suo figlio Alessandro.

E’ stata questa un’occasione per vedere molte cose che mi erano sfuggite nei viaggi precedenti ed indubbiamente io ed Anna Maria siamo stati invogliati e anche ‘trainati’ per molti chilometri al giorno da Alessandro e Mariella in questa stupenda città. L’unico aspetto negativo è stato l’affollamento turistico, davvero notevole, con persone

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Le cupole della Basilica di San Marco

provenienti da tutto il mondo che avevano approfittato del ‘ponte’ di fine aprile e talvolta camminavamo in vicoli  che in realtà erano  strettoie affollatissime che ci costringevano a camminare tenendo le mani in tasca per proteggerci dai borseggiatori, che purtroppo costituiscono una piaga in quella stupenda città.

Siamo arrivati in treno alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, che ci ha mostrato il suo panorama mozzafiato. Avendo prenotato per tre notti un buon hotel al centro di Venezia siamo stati esentati dalla tassa di accesso alla città appena decretata dal primo aprile per il turismo mordi e fuggi, persone cioè che stanno solo una giornata senza hotel in città. Moltissime le calli ed i campielli e le vie che abbiamo percorso quotidianamente salendo e scendendo i moltissimi ponti che tengono insieme i tanti palazzi, con fondamenta nell’acqua ed attraversati al di sotto da gondole e barche che portano in giro turisti impegnati a fotografare i tanti aspetti fantastici di quella città.

Piazza San Marco

Piazza San Marco è nel cuore di Venezia. È lunga 180 e larga 70 metri ed è l’unica piazza di Venezia, dato che la cittàha soltanto campi, campielli e un piazzale (piazzale Roma). Quella di San Marco, costruita nel IX secolo, è una delle piazze più affascinanti del mondo, tanto che Napoleone Bonaparte la definì ‘il salone più bello d’Europa’. Piazza San Marco è l’area più bassa di Venezia e  costituisce la prima zona che si inonda con l’acqua alta. In questi casi, il comune di Venezia installa delle passerelle, per consentire il regolare transito dei pedoni. Se si è sfortunati per l’acqua alta è comunque possibile visitare la piazza piena d’acqua indossando stivaloni magari acquistati proprio lì in negozi o all’edicola di San Marco.

Gli altri edifici storici a San Marco

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Il professore Gennaro D’Amato (allergologo e pneumologo) durante il suo recente soggiorno a Venezia

Gli edifici più importanti della piazza sono la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale, il Campanile e la Torre dell’Orologio. Nel balcone superiore della Torre dell’Orologio, in stile rinascimentale, due statue in bronzo, definite i due mori di Venezia,  segnalano il cambio dell’ora battendo con martelli bronzei sulla campana.

Le Colonne di San Marco e di San Teodoro erette nel 1172, sono degli elementi architettonici che si trovano all’ingresso della piazza sul Canal Grande, nel luogo in cui si realizzavano le esecuzioni capitali.

Quando c’è buon tempo la piazza si riempie di vita e passeggiare fra le sue famose caffetterie, con musica dal vivo, è davvero stimolante ed è bello anche prendere qualcosa da bere nei tavolini del Caffè Florian, uno dei bar più antichi d’Italia, fondato nel 1720 e che offre musica dal vivo da più di 100 anni. Occorre però rispettare una fila che è perennemente lunga ed il rinfresco, anche solo un caffè, è parecchio caro.

“C’è un legame particolare tra Napoli e Venezia. Una testimonianza giunge proprio da una lapide che è sul retro di piazza San Marco, per ricordare il sacrificio di un patriota campano, il poeta Alessandro Poerio, morto a Mestre nel 1848 nelle lotte per la libertà di Venezia. Per questo i veneziani hanno ricordato l’aiuto che alcuni campani hanno dato alla loro città fino all’estremo sacrificio”.

La Basilica di San Marco

L’intera giornata del venerdì la dedicammo alla visita del Palazzo Ducale e della Basilica di San Marco, che presenta un mix di stili bizantino, gotico e romanico. La sua pianta, che ricorda una croce greca, è sormontata da cinque grandi cupole che simboleggiano la presenza di Dio. L’interno è molto bello, con elaborati mosaici, pavimenti in marmo e decorazioni sontuose.

Il Palazzo Ducale

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La facciata di Palazzo Ducale

Questa costruzione è sita proprio accanto alla Basilica. Il percorso di visita suggerito dal museo non segue linearmente i singoli piani del palazzo, ma traccia un itinerario che sale e scende attraversandoli più volte. Dal piano terra, dove sono ospitati i servizi al pubblico, il percorso comincia con il Museo dell’Opera e poi, passando attraverso il cortile, prosegue verso le sale superiori del palazzo con la visita delle stanze bellissime dell’Appartamento Ducale al primo piano e delle Stanze Istituzionali, che si sviluppano tra il secondo piano e il piano delle Logge. Infine, il percorso si conclude con la visita all’Armeria, alle Sale della Quadreria e alle Prigioni, che costituiscono la parte interna del ‘Ponte dei sospiri’, attraverso il quale i prigionieri venivano condotti nelle orrende celle.

Altre bellezze di Venezia

La Casa dei tre Oci

Progettata nel 1577 da Andrea Palladio, noto architetto molto attivo nel Veneto, non è un semplice luogo di culto, perché raccoglie al suo interno opere d’arte di valore inestimabile. Da ammirare i capolavori del Tintoretto e Veronese. E’ un punto di riferimento per tutti gli appassionati di fotografia. Un edificio sicuramente caratteristico e riconoscibile per quei ‘tre occhi’ che presenta sulla facciata. Qui sono state esposte le fotografie di personaggi famosi  come David Lachapelle, Jacques Henri Lartigue e Ferdinando Scianna.

Il Gran Teatro La Fenice

E’ il principale teatro lirico di Venezia, nonché uno dei più prestigiosi al mondo. Ogni anno vi si tiene il Concerto di Capodanno trasmesso in mondovisione. Due volte distrutto da incendi devastanti e riedificato è stato sede di importanti stagioni operistiche, sinfoniche ed era il preferito dalla grande Callas. La Fenice è stata nell’Ottocento sede di numerose prime assolute di opere di Gioacchino Rossini, di Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi. Anche nel novecento  ci sono state prime mondiali di  Igor Stranvinskij, Sergej Prokof’ev ed altri famosi compositori italiani e internazionali.

Le isole della Laguna 

L’isola della Giudecca

E’ la più grande tra le 116 isole che compone la laguna di Venezia. Viene chiamata dai veneziani ‘spinalonga’, per la sua forma allungata, ed è probabilmente uno dei primi lembi di terra colonizzati della laguna veneziana. Ci sono numerose teorie che riguardano l’origine del nome. La prima riguarda la presenza di una numerosa popolazione ebraica sul territorio, documentata da numerosi ritrovamenti in lingua ebraica e dalla presenza di due sinagoghe, demolite poi nel 1700.

L’isola di Murano 

La storia del vetro di Murano nasce nel 1291 quando un decreto impose che le vetrerie di Venezia, attive

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Un lampadario dei maestri vetrai di Murano

probabilmente già prima del XI secolo, fossero trasferite a Murano. Ciò perché dal i forni dei laboratori presenti in città erano spesso causa di disastrosi incendi, che divenivano particolarmente gravi perché all’epoca le costruzioni erano prevalentemente in legno. Tuttavia, documenti e reperti antichi testimoniano che l’industria si fosse radicata nell’isola già da tempo.

Concentrare le vetrerie a Murano servì alla Serenissima, gelosa di un’arte che l’aveva resa celebre in tutto il mondo sin dalle origini, per controllarne meglio l’attività. I mastri vetrai erano obbligati a vivere sull’isola e non potevano lasciare Venezia senza un permesso speciale. Molti tuttavia riuscirono ad andare via, esportando all’estero le loro celebri tecniche. La più importante crisi che colpì l’industria fu quella del XV secolo, quando si cominciò la fabbricazione dei cristalli nella regione della Boemia, dove probabilmente vennero utilizzate le conoscenze degli stessi maestri di Murano. Venezia riuscì a superare la crisi della concorrenza boema soprattutto da quando il vetro fu utilizzato per la realizzazione di lampadari, che sono tuttora tra i manufatti più di prestigio di Murano. 

 

 

 

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