sabato, 23 Gen, 2021 Espresso napoletano

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Una Pasqua che non dimenticheremo

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Come tutte le cose della vita anche il giorno di Pasqua è passato. Una Pasqua diversa, che resterà nella nostra memoria. Ma nel silenzio di Piazza San Pietro riecheggiano ancora  le parole di Papa Francesco… “Non dimentichiamoci di quanti nel mondo da tempo soffrono a causa di guerre, fame e malattie. Al contagio del virus sostituiamo quello della solidarietà. La Resurrezione del Cristo diventi Resurrezione dell’uomo con affermazione dei valori del cuore…”. Ebbene, diamo forza al messaggio d’amore del Papa. Come? Con l’esempio, iniziando tutti un nuovo cammino. Basta con l’egoismo e l’ipocrisia!

Con la Domenica delle Palme è iniziata la Settimana Santa, segnata dal mercoledì delle ceneri, dal venerdì e dal sabato santo, in attesa della Resurrezione del Cristo. Pasqua 2020 certamente non sarà dimenticata per molti anni. Papa Francesco, consapevole della delicata situazione originata dal Coronavirus in tutto il mondo, ha da tempo deciso che non ci sarebbero state celebrazioni pubbliche, come peraltro già avvenuto per la citata Domenica delle Palme. E infatti, il 5 aprile, una insolita piazza San Pietro del tutto vuota ha fatto da platea alla celebrazione del Santo Padre, mentre un leggero ticchettio della pioggia rompeva l’assordante silenzio della Città santa. Sembrava una realtà irreale.

Seguendo la successiva messa di Pasqua per televisione – ormai pensionato nostalgico – sono stato colto da una profonda commozione nel ricordare le celebrazioni vissute in occasione della Santa Pasqua negli anni 1975/80, quando, giovane capitano dei carabinieri, ho avuto l’onore di comandare più volte la compagnia di formazione con bandiera e banda dell’arma. L’ingresso, marciando, in piazza San Pietro, dove c’era un battaglione delle guardie svizzere ad attenderci per gli onori al Papa, era un’ovazione per la calorosa accoglienza di centinaia di migliaia di turisti. Momenti di indescrivibile ed indimenticabile commozione che annullavano il sacrificio di una cerimonia lunga ed impegnativa sotto il sole accecante. Alla benedizione del Santo Padre, il batticuore catturava molti dei giovani carabinieri, sui cui volti lacrime originate dalle forti emozioni si confondevano con le gocce di sudore prodotte dalla tensione e dal caldo. La piazza era un tripudio! Le note della banda si diffondevano nell’atmosfera festosa unendosi ai canti di tantissimi fedeli giunti dai Paesi di ogni continente. Si avvertiva il calore di una fede senza distinzioni di razze, la gioia per un evento straordinario, la resurrezione del Cristo, al quale si univa la speranza per un mondo migliore. A distanza di tanti anni… il silenzio in una piazza deserta!

Solo silenzio, ma con toccanti parole di Papa Francesco rivolte a Gesù e a Maria per chiedere il loro aiuto contro il dilagante contagio del Coronavirus. Un nemico invisibile che sta colpendo i Paesi di ogni continente, con l’uomo incapace di reagire. Improvvisamente l’umanità ha scoperto la propria fragilità. Anche i potenti cominciano a tremare. E allora, come in altre analoghe situazioni registrate nella storia con milioni di morti, resta soltanto la fede, con l’auspicio di arrivare presto a soluzioni sanitarie peraltro non scontate. Ma la storia non ha mai insegnato niente ai tanti irresponsabili che nel tempo hanno gestito le sorti dell’umanità. Le loro scelte scellerate hanno devastato e continuano a devastare il nostro piccolo pianeta.

Il Signore dice: ‘aiutati che ti aiuto!’. Già! E come? Se su una popolazione di circa 8 miliardi che abita la terra a decidere sono pochissime persone, i cui interessi non sempre trasparenti non coincidono affatto con quelli della salvaguardia dell’ambiente e con esso della vita? I numerosi convegni internazionali sul clima non hanno mai sortito effetti concreti. Esortazioni nel vuoto dell’ipocrisia! Anzi! Spesso sono stati completamente ignorati. Altro che migliorare il mondo! E allora, allo Stato resta solo la speranza, perché il vero problema non è tanto superare questa pandemia quanto sperare che l’uomo finchè in tempo sappia ritrovare il buonsenso che da secoli ha smarrito. Utopia!

Personalmente ne dubito. Troppi interessi contrastanti! Arroganza, ignoranza, assenza di valori ed altro ancora hanno portato e stanno portando a comportamenti che, se reiterati, causeranno inevitabilmente il suicidio dell’umanità. L’illusione di potere trovare la vita su un altro pianeta è destinata a restare tale. Una mera e assurda chimera! Meglio si farebbe a ricercare soluzioni ormai improrogabili per salvare la terra, partendo dalle energie alternative. Questa pandemia potrebbe diventare un’occasione per riflettere seriamente e ricominciare. Al primo posto: etica e vita! Ma il vaccino va trovato non tanto e non solo per il Covid-19, quanto per curare la mente umana modificandone il DNA. Purtroppo viviamo nel nostro orticello senza considerare adeguatamente la condizione di intere popolazioni che sopravvivono in territori dove manca tutto, persino l’acqua. 

Ci siamo resi conto che c’è un problema serio per l’umanità solo perché ci tocca direttamente. L’egoismo umano! Ci preoccupiamo giustamente di ritrovare in tempi brevi una vita normale, ma non sempre ci ricordiamo di milioni di persone che non l’hanno mai avuta. Soprattutto non pensiamo a milioni di bambini che prima ancora di nascere non hanno alcuna speranza di ottenerla. Scrivendo temo di risultare alquanto banale nel riportare riflessioni troppo scontate che altri, certamente più autorevoli e qualificati, hanno espresso con argomentazioni molto più convincenti. Pensiamo alle continue esortazioni del buon Papa Francesco! Eppure molti le ignorano!

Io, nel mio piccolo essere, mi sento – come già detto in altre occasioni – l’ ingenuo Don Chisciotte che può trovare conforto e credibilità solo nel suo fedele scudiero, Sancho Panza, e nell’ amato ronzinante… ma un Don Chisciotte che comunque crede fortemente nei valori della fede e del cuore e per questo continuerà a scrivere così, semplicemente, nella speranza di toccare l’animo di tante persone amiche che ancora riconoscono il diritto ad una vita dignitosa di tutti i popoli. Solo così potremo parlare di ‘umanità’!