Ripartono le mostre dopo la pausa estiva. Venerdì 23 settembre dalle 19 la galleria Luigi Solito apre al pubblico con 13 lavori inediti pensati dall’artista polacco Lukas Glinkowski nello spazio dell’ex Lanificio.
“00” solo exhibition è frutto di un lavoro di produzione condivisa con la galleria che lo rappresenterà in Italia, sostenendolo anche all’estero. Lukas Glinkowski sarà presente in galleria anche per accogliere il confronto con critici, curatori, giornalisti, collezionisti e il pubblico interessato.

Lukas Glinkowski, un artista eclettico
Nato a Chełmno (Polonia) nel 1984, Lukas Glinkowski, che vive e lavora a Berlino. si trasferisce nella capitale tedesca all’età di tre anni. Dal 2007 al 2014 studia belle arti alla Kunstakademie Düsseldorf con Reinhold Braun. Dopo numerose mostre collettive in spazi off-space e destinati a progetti sociali, Lukas Glinkowski nel 2017 espone la sua prima mostra personale al Bruch & Dallas di Colonia: “I Like Disco & Disco Likes Me” – un’installazione interattiva che fa riferimento alle sue frequentazioni della scena disco club. Nel 2019 Glinkowski ha ricevuto il Villa Aurora Stipend a Los Angeles ed è stato insignito del Berlin Hyp Förderpreis. Nel 2021, con la galleria di Luigi Solito ha partecipato con un suo lavoro alla mostra “Portal #2 – Napoli/Berlino”, una collettiva di 16 artisti internazionali legati alla scena berlinese.

Il lavoro di Lukas Glinkowski si concentra principalmente sulla pittura, creando spesso un immaginario che si combina con frammenti di luoghi urbani, film e fumetti. Spazi che riflettono la cultura quotidiana, come per esempio i bagni pubblici o le stazioni della metropolitana, strettamente collegati alle tendenze della musica elettronica, dei fumetti e della cultura pop. Attraverso il proprio punto di vista artistico sulle strutture architettoniche e sociologiche, esamina questi spazi come riflesso della società. Come supporto per i suoi dipinti, l’artista non usa la tela ma materiali come gli specchi, le piastrelle, il legno, il vetro e le carte da parati.
Negli ultimi anni Lukas Glinkowski ha ampliato il suo lavoro creativo coinvolgendo gli spettatori. Per la sua personale “I like disco & disco likes me” (2017, Colonia) si è ispirato al suo passato di frequentatore della vita notturna degli anni Novanta, allestendo uno showroom con piastrelle bianche, lavandini e specchi che ricordavano l’estetica dei bagni delle discoteche. I visitatori della mostra sono stati invitati a lasciare degli “scarabocchi” sulle pareti per fare propria questa stanza e contribuire a renderla più autentica. Prendendo spunto dalla cultura dei fumetti e della pop art, Lukas utilizza figure della letteratura per l’infanzia e la gioventù, figure di finzione (avatar) che collegano lo spettatore – attraverso il proprio riflesso – agli eroi e agli idoli della cultura pop. Infatti, Glinkowski fa riferimento a diversi presupposti psicologici: uno di questi è la “teoria del riflesso”.
Secondo questa teoria, osservando e analizzando il comportamento degli altri, iniziamo a identificarci con esso, proprio come se ci guardassimo allo specchio. Aprendo quindi uno scenario sulla storia dello specchio nell’arte, da Velázquez fino a Pistoletto. Utilizza una versione anche più deformata (come nella vita) grazie alla pellicola specchiante che, a differenza dei veri e propri specchi, non restituisce mai le forme in maniera chiara e netta.
Un’arte che viene dal quotidiano
Glinkowski ci trasporta in un mondo pittorico che deriva dalle sue osservazioni ed esperienze quotidiane, a volte forse anche da sogni o idealizzazioni: spazi urbani, film, brani, cartoni animati, videogiochi, cultura pop e disco club. Poiché è particolarmente interessato alla sottocultura, i luoghi che evoca sono spesso tanto morbosi quanto trash, e le sue realizzazioni sono costituite da prodotti industriali ordinari. Glinkowski non utilizza mai immagini già finite, cose del mondo reale “ready-made”.

Gli elementi delle sue texture sono sempre il risultato di un processo creativo, concettualmente controllato. Le forme vengono selezionate, modificate o copiate in pittura, ritagliate con un cutter e poi applicate a un supporto, di solito rigido e resistente. Le sue opere riflettono chiaramente una realtà extra-artistica le cui forme di comunicazione appaiono estranee e incomprensibili solo a chi ci si avvicina per la prima volta.
Si ringraziano per il supporto l’Associazione di categoria ANGAMC, lo Spazio NEA e iemme edizioni.

Info
Inaugurazione – Venerdì 23 settembre dalle 19
Ex Lanificio, Piazza Enrico De Nicola 46, scala B – piano 1, Napoli
Lunedì – venerdì > 9.00 – 18.00 / sabato e domenica > su appuntamento
081 304 19 19 | 081 45 13 58 | info@luigisolito.it


