domenica, 25 Ago, 2019 Espresso napoletano

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Via San Sebastiano, la strada della musica

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Non ci deve essere per forza qualcosa da raccontare per rendere una strada di Napoli affascinante. Non deve per forza esserci un’opera d’arte, un palazzo secolare o qualche fantasma dei primi anni del ‘900 per porre l’attenzione su un vicoletto. È il caso di via San Sebastiano, alla fine di Via Santa Maria di Costantinopoli, che può essere non a torto definita: la strada della musica.

“Zio, mi aspettavo di vedere musicisti ovunque…”.

“No, forse mi sono spiegato male… qui non è il posto dove si fa la musica, ma è dove materialmente nasce la musica!”. 

“Cioè?”.

“I maggiori negozi musicali della città sono qui. Se vuoi comporre musica, suonarla, trasformarla… è qui che devi venire!”.

“In effetti, è vero…”.

La strada, infatti, è disseminata di negozietti di musica. Chitarre e consolle si lasciano guardare nelle vetrine mentre si percorre una strada in discesa dove gli alberi hanno creato un tetto naturale quasi a proteggere la musica dalla pioggia o dal sole forte. A pochi passi, poi, c’è il conservatorio di San Pietro a Majella… in pochi metri quindi la musica si compra, si fa e si impara.

via san sebastiano

“Zio, però alla fine… è solo una strada… anche bella, ma… ci sono solo i negozi di musica…”.

“Ti darei ragione, se non fosse che in questa città la musica ha un altro peso…”. 

Come ho già detto quando accompagnai mio nipote a vedere l’uomo che cantava dal balcone a Spaccanapoli, il luogo comune che a Napoli tutti cantano è l’unico che mi sento di accettare. Magari non sarà vero… “Basta che ce sta ‘o sole, ca c’è rimasto ‘o mare… ‘na nenna a core a core, ‘na canzone pe cantà!” può sembrare davvero uno schiaffo ai problemi, uno scarso senso di responsabilità. Ma io voglio prendere il lato più sottile di tutto ciò che sta nel sapersi rialzare, saper stemperare tutto con un sorriso o, appunto, con una canzone. La musica diventa quindi non solo uno strumento per cantare storie d’amore, per celebrare la città solo nella sua bellezza estetica, ma anche per trovare riscatto, per lasciare un segno nazionale e internazionale.

via san sebastiano

Nel frattempo, mio nipote si è incantato a guardare una vetrina… ha gli occhi fissi su una chitarra.

“Se la vuoi, te la compro… magari diventi un grande musicista!”.

“Magari! Se lo diventerò voglio scrivere una canzone su Napoli, come me la stai facendo conoscere tu… o già l’hanno fatto?!”.

La risposta da dover dare è ovvia… la mia memoria si perde tra melodie del passato più o meno lontano. “Napule è mille culure…”. Ma nello sguardo di mio nipote c’è fin troppo desiderio e voglia di non essere disilluso. E se Napoli ha bisogno della sua musica accetterà sempre che qualcuno canti di lei.

“No che non l’hanno fatto! Potresti essere il primo!”.

Il sorriso di mio nipote si allarga ed ora mi tocca comprargli una chitarra! Ma potrebbe valerne la pena: forse la prossima dedica a Napoli è una melodia che già risiede nella sua testa e nel suo cuore.