lunedì, 25 Ott, 2021 Espresso napoletano

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Villa Tropeano in vendita: primo esempio di medicina sociale del Sud

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Villa Tropeano è un bene abbandonato a sé stesso, con numerosi progetti di riqualificazione alle spalle , ma mai compiuti. Un Comitato in sua difesa si è impegnato per farlo tornare a nuova vita, ma senza successo; la Città Metropolitana di Napoli inserisce il sito nel “piano delle alienazioni immobiliari” per valutarne la vendita, scatenando così la rabbia dei cittadini.

Una residenza storica

Il dott. Giuseppe Tropeano

Situata tra Cercola e Ponticelli, Villa Tropeano assiste immobile alle auto che scorrono intorno alle sue vestigia senza quasi notarla, immersa nel suo polmone verde e abbandonata ormai da tempo. Nata come residenza nel 700 napoletano, nel 1928 il dottor. Giuseppe Tropeano la salvò dal primo dei molti abbandoni che la Villa avrebbe subito, trasformandola nel primo istituto di medicina sociale del Sud. Tropeano, considerato il precursore della medicina sociale e tra i fondatori dell’ospedale Pausilipon (1918), destinò la struttura alla cura dei disabili, degli infermi e si prodigò in special modo per i bambini e i ragazzi provenienti da contesti sociali disagiati, divenendo un importante centro ristoro per i bambini affetti da diverse patologie neurologiche.  L’Istituto di Medicina Pedagogica Tropeano ospitò anche numerosi cittadini che, per sfuggire alle deportazioni dei soldati tedeschi, si finsero malati. Rappresentano un’eccellenza fino agli anni 60, fu purtroppo vittima della crisi economica ma continuò a resistere fino al 1993 grazie alla cessazione dell’edificio a un’azienda privata con partecipazione statale.

La Villa oggi

Da quel 93, la Villa persiste in uno stato di abbandono nonostante l’acquisto da parte dell’ex Provincia di Napoli, oggi Città Metropolitana, nel 2004 e i numerosi progetti di riqualificazione avanzati che la volevano prima una scuola, poi una Casa del Cinema e infine come sede degli Uffici della Polizia di Stato.

Memoria collettiva

Sono tanti i cittadini a ricordare la bellezza della Villa nei suoi anni migliori, col suo viale alberato e i giardini curati. Rammentano soprattutto l’importanza che ha avuto nella storia medica di tutto il Mezzogiorno grazie alla personalità del suo fondatore. Per questo i cittadini si riuniscono e fondano il Comitato Villa Tropeano, che da un anno chiede la riqualificazione totale del luogo come bene comune, cosicché possa rispondere alle reali esigenze della comunità e del quartiere. Il recente inserimento del bene nel “piano delle alienazioni immobiliari” non dovrebbe necessariamente portare a una vendita della Villa, ma l’azione è preoccupante visto che lo stesso iter era stato avviato nel 2016 proprio nella volontà di trasformarla nella nuova sede degli uffici della Polizia di Stato, ennesimo progetto mai portato a compimento. Per una riqualificazione, il luogo sarebbe dovuto rientrare in un “piano di valorizzazione” e non di alienazione.

Il Comitato

A nulla sono valse le numerose pec, gli incontri e le telefonate del Comitato. Da quest’insoddisfazione il presidio, previsto per sabato 6 marzo, per dire No alla vendita di Villa Tropeano. “Il Comitato Villa Tropeano si è riunito per decidere come rispondere alla decisione di Città Metropolitana, che di fronte alle nostre pressioni ha messo di nuovo Villa Tropeano in vendita! Villa Tropeano è un Bene Comune! Non possiamo abbandonarlo alle speculazioni” si legge sul gruppo Facebook destinato all’evento. Speriamo che gli ultimi eventi, oltre ad aver riacceso i riflettore sul destino della Villa, le porti realmente nuova vita. Magari con la creazione di posti di lavoro per i numerosi giovani dei quartieri limitrofi.

Foto in copertina da Derive Suburbane © Giuseppe Di Somma

Classe '95, laureato in comunicazioni e da sempre amante delle parole e di ciò che sono in grado di trasmettere. Con un libro sempre in borsa, ho iniziato a provare il desiderio di raccontare del mondo in prima persona. Col tempo le mie passioni si sono allargate e nutrite, ma il mio motto resta sempre lo stesso: non fermarsi mai in superficie.