martedì, 02 Giu, 2020 Espresso napoletano

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Vincenzo Moretta: “LIFE”, la ricetta dei commercialisti

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Si terranno in autunno le elezioni per il rinnovo degli organi amministrativi dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili per la circoscrizione del tribunale di Napoli. In attesa di poter salutare il nuovo Presidente dell’Ordine, l’Espresso napoletano ha incontrato il Presidente uscente, Vincenzo Moretta, in questi giorni impegnato in prima linea nell’elaborazione di un piano per l’emergenza socio-economica della Regione Campania, prima di poter tracciare un nuovo percorso all’insegna della continuità per il rinnovo della governance del ODCEC di Napoli.

Alla luce della sua esperienza vissuta alla presidenza dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli, qual è la sua opinione sulla reazione della burocrazia italiana alla crisi economica dovuta al Covid-19?

“La pandemia da Covid-19 e le misure emergenziali sin qui messe in campo per far fronte alla grave crisi che sta attraversando il nostro Paese hanno messo ancora più in evidenza, semmai ne avessimo avuto bisogno, un’Italia troppo appesantita da un ipertrofismo normativo che si trasforma, inevitabilmente, in farraginosità delle procedure e in un eccesso di burocrazia che, anziché favorire la messa in campo delle pur buone intenzioni che ispirano quelle misure, finiscono per rallentare se non bloccare il trasferimento all’economia reale delle stesse. E in un’emergenza come quella che stiamo attraversando, di proporzioni inedite nella storia recente del nostro pianeta, non ci possiamo permettere ritardi, né tentennamenti di sorta, come purtroppo sta accadendo con l’annunciato ‘Decreto Aprile’ che purtroppo non ha ancora visto la luce. Bisogna intervenire, senza indugi, con misure semplici, veloci e con un orizzonte temporale sicuramente più a lungo raggio di quanto non si sia sin qui fatto”.

Si rende necessario, dunque, un cambio di rotta? Verso quale direzione?

“L’Italia ha bisogno di ripartire con una ‘Fase 2’ che, mai come in questo momento, può essere davvero l’occasione per voltare pagina e per fare, una volta per tutte, quel cambio di passo che il nostro Paese non può più permettersi di rinviare. È necessario, a tal fine, intervenire con decisione su tre driver fondamentali per il rilancio dell’economia: Liquidità, Investimenti e Fisco”.

Riguardo la liquidità, ritiene valide le misure finora adottate?

“Sulla Liquidità, le misure sin qui adottate hanno mostrato due grossi limiti: il primo, quello di agire soltanto sull’indebitamento delle imprese (con l’erogazione di nuovi prestiti garantiti dallo Stato o la rinegoziazione di quelli già erogati), appesantendo così la già critica situazione per quasi tutte le PMI italiane; il secondo limite, quello di escludere le imprese con esposizioni classificate come «sofferenze» o rientranti nella categoria delle imprese in difficoltà, ossia proprio quelle con maggior bisogno di sostegno. Per queste ultime, e in particolare per le piccole attività ancora chiuse per decreto, è evidente che occorre intervenire con finanziamenti a fondo perduto, come già fatto a livello regionale in qualche piano socio-economico per l’emergenza, senza neppure richiedere i documenti di regolarità contributiva e fiscale”.

E sugli investimenti?

“Sugli Investimenti, occorre un vero e proprio nuovo Patto tra Stato e Imprese che sblocchi tutti i cantieri, a partire da quelli delle opere pubbliche, sulla falsariga del ‘modello Genova’ utilizzato per la ricostruzione del ponte Morandi, semplificando il codice degli appalti, snellendo le procedure e accelerando i tempi di pagamento da parte della P.A. Necessari anche incentivi di semplice e immediata applicazione, puntando sul rafforzamento di super e iper ammortamenti e delle altre misure del Piano nazionale Impresa 4.0”.

Qual è la sua opinione, invece, sull’ultimo dei tre driver che ha menzionato: il fisco?

“Sul Fisco, è necessario invece un periodo più ampio di moratoria per i versamenti e tempi più lunghi per i piani di rientro. Altrettanto urgente è la semplificazione degli adempimenti, l’eliminazione dei vincoli sulle compensazioni dei crediti di imposta e l’eliminazione delle ritenute d’acconto sui lavoratori autonomi che con la fatturazione elettronica non trovano più giustificazione. Per i debiti pregressi, molto utile, anche per le casse dello Stato, sarebbe la riproposizione delle definizioni agevolate (rottamazione ruoli estesa agli avvisi bonari e agli accertamenti, saldo e stralcio e definizione liti pendenti). Un segnale per i più piccoli potrebbe arrivare anche dalla riduzione dei coefficienti di redditività per il regime forfettario e dalla rimozione dei vincoli per l’accesso a tale regime per chi partecipa a società di persone o associazioni professionali o per chi è anche lavoratore dipendente”.

“Un ultimo driver però non potrà mancare – conclude Vincenzo Moretta – ed è quello dell’Etica nelle scelte e nei comportamenti, che dovrà fare da trait d’union per tutti gli altri (Liquidità, Investimenti e Fisco), in modo da completare l’acronimo ‘LIFE’, di buon auspicio anche per la prossima ripartenza e per la nuova vita che ci aspetta”.