Vomero, da collina verde a quartiere Liberty

Vomero
Vomero
Particolare di Castel Sant'Elmo, sito sulla collina del Vomero

Il Vomero fu “collina dei broccoli”, fu poi luogo prediletto della nobiltà ed è ora centro dello shopping cittadino. La storia del Rione nuovo riassume la moderna evoluzione della città di Napoli. 

Il Vomero è il celebre quartiere collinare che guarda dall’alto la città di Napoli. La sua posizione sopraelevata lo rende un punto d’osservazione privilegiato dal quale godersi lo spettacolo del golfo, del Vesuvio e dell’intera città. Il valore del Vomero non si limita però all’ubicazione vantaggiosa. La grandezza di questo quartiere si percepisce camminando all’ombra dei palazzi Liberty, rilassandosi nel verde della Villa Floridiana e godendosi la vitalità del sabato sera.

«Questa contrada detta il Vomere è ricca di monasteri e di bellissime casine per essere l’aria salutifera avendo un aspetto al mare»

Carlo Celano, 1692

L’origine del nome “Vomero”

La prima strada etimologica è legata al passato greco della città di Napoli. Il toponimo Vomer, attestato nel Seicento, sarebbe una corruzione del termine greco per “collina”, Bomòs. L’attuale nome Vomero si lega invece a doppio filo al passato agreste della zona. Secondo un’etimologia piuttosto celebre, il Vomero prenderebbe il suo nome dall’antico gioco del vomere. La collina era infatti teatro delle sfide dei contadini. L’obiettivo del gioco del vomere era tracciare un solco perfettamente dritto utilizzando meglio del rivale il vomere dell’aratro.

La “periferia verde” e la nobiltà

La Tavola Strozzi del pittore Francesco Rosselli, risalente al 1470 immortala insieme all’intera città la lussureggiante collina vomerese. È evidente dal dipinto come il Vomero fosse un’area per nulla urbanizzata, dedita interamente al pascolo e alla coltivazione. Proprio per questa vocazione agricola i napoletani chiamarono per secoli quella vomerese ‘a collina de’ broccoli.

Una prima urbanizzazione fu di matrice nobiliare. La peste del 1656 portò molti nobili napoletani ad abbandonare momentaneamente le abitazioni del centro storico per cercare rifugio nelle terre verdi della colina del Vomero. Il paesaggio rustico e la tranquillità della campagna colpirono a tal punto i nobili che decisero di istituire al Vomero le proprie residenze estive. Quest’abitudine si ampliò poi nel Settecento, quando la costruzione di Via Salvator Rosa permise la mobilità tra centro e Vomero.

Il Nuovo Rione alto-borghese

La grande urbanizzazione del Vomero avvenne solo a fine Ottocento. La data da ricordare è il 1885, anno della legge per il “Risanamento di Napoli” che determinò la fondazione del Nuovo Rione. Il Vomero fu creato come quartiere residenziale destinato alle classi alto-borghesi. Fattore attrattivo per i nuovi abitanti fu la possibilità di abitare le splendide ville e palazzine stile Liberty o i grandi palazzi neorinascimentali. Proprio la bellezza architettonica divenne infatti – ed è ancora – uno dei caratteri distintivi del quartiere collinare.

La trasformazione del boom economico

L’aspetto elegante, ispirato all’architettura parigina, ha però dovuto trovare col tempo un accordo con le nuove forme razionaliste, tipiche degli anni del boom. Il Vomero è divenuto nel dopoguerra un quartiere densamente abitato, coacervo di servizi e centro commerciale multiforme. La sua trasformazione fa apparentemente sbiadire il passato da “periferia verde”, ma in realtà racconta di come Napoli sia adesso una metropoli, e non più solo in quadretto idillico dipinto da Rosselli. 

Altri luoghi di Napoli: Port’Alba, Pallonetto, Palazzo Reale, Piazza Dante  

 

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