giovedì, 22 Ott, 2020 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Wanda Marasco, finalista al Premio Strega, alla libreria Raffaello

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Wanda Marasco, napoletana, è candidata al Premio Strega 2017 con il suo ultimo romanzo, “La compagnia delle anime finte”. Tra le pagine Napoli, una Napoli dolente e povera, fatta di tanti personaggi che all’indomani della seconda guerra mondiale si aggirano tra i vicoli, dalla collina di Capodimonte al centro storico, “anime finte” che vivono un’esistenza di soprusi, di violenza, di degrado, eppure hanno, in fondo, una speranza, un progetto.

La protagonista della narrazione è Rosa, che alla morte di sua madre Vincenzina ne rivive la storia, dall’infanzia in campagna al matrimonio, e al trasferimento in città, in un grande appartamento in via Duomo ereditato dal marito Rafele. Le loro vicende si intrecciano con quelle di numerosi altri personaggi, in un racconto che presenta una città doppia, quella di sopra e quella di sotto, quella alla luce del sole e quella dei mille cunicoli che nei secoli sono stati scavati e poi coperti da infinite stratificazioni.

Rosa parla al corpo di sua madre, ormai morta, e idealmente alla sua anima, in un romanzo che racconta la materia, la corporeità, e nello stesso tempo lo spirito, e l’ombra. Il romanzo di Wanda Marasco è stato presentato dall’autrice e da Enza Silvestrini questo pomeriggio alla Libreria Raffaello, in via Kerbaker.

Folto il pubblico di lettori che sono intervenuti, con grande partecipazione e domande appassionate alla scrittrice. “ Non si tratta” ha spiegato la Marasco “di una narrazione autobiografica, ma i luoghi percorsi dai personaggi sono reali, sono strade e vicoli che io stessa ho percorso e percorro”.

E ha aggiunto: “Il mio rapporto con Napoli è ambiguo e contraddittorio, e io racconto da un lato una Napoli che ho sempre vissuto, dall’altro la città che ho sempre guardato da lontano”. La scrittrice ha scambiato parole con ciascuno dei lettori che si è fermato  a salutarla al termine della presentazione, visibilmente contenta di condividere sensazioni e impressioni; del resto, come lei stessa ha affermato, “il romanzo appartiene a chiunque lo leggerà”.