Zucche e divertimento tra Napoli e dintorni

zucche
zucche

Una tradizione che arriva da lontano, quella di scegliere e decorare delle zucche nel periodo autunnale. Ci si potrebbe chiedere giustamente “perché?” e qualcun altro, di rimando, potrebbe chiedersi “perché no?”.

Questa particolare usanza delle zucche, nata negli Stati Uniti, ha ricevuto negli anni un crescendo interesse. Ma sapevate che, in realtà, il tutto ha un origine europea? Ma non solo: ci sono dei luoghi in cui è davvero possibile scegliere una zucca, decorarla e portarsela a casa. Scopriamoli insieme.

Da dove viene l’uso delle zucche?

L’origine arriva, come abbiamo accennato, dall’Europa. In particolare dall’Irlanda, fin da quando questa terra era abitata dai Celti. Questo antico popolo (che risale al XIII secolo a.C.) hanno avuto una cultura folkloristica molto sentita che si è poi rapidamente espansa anche alla vicina Gran Bretagna e alla poco più distante Francia.

I Celti festeggiavano il nuovo anno il primo novembre. Tra la notte del 31 ottobre e del 1° novembre si tenevano celebrazioni per salutare l’anno nuovo, ma anche per farsi forza contro l’inverno imminente. Senza contare che, in questo particolare periodo dell’anno, erano ambientate molti miti della cultura celtica. I Celti, infatti, guardavano con timore e rispetto l’arrivo del periodo più buio dell’anno, anche perché credevano che in quella particolare notte il Dio delle Tenebre, Samhain, chiamasse a sé gli spiriti dei defunti e che quindi, per quella notte soltanto, il confine che separava il mondo terreno da quello dei defunti fosse molto labile.

Nel corso dei secoli le celebrazioni del 31 ottobre si sono rinnovate e arricchite di storie e leggende, fra cui spicca quella di Jack O’Lantern. Tale Jack, secondo la leggenda, altri non era che un povero fannullone dedito all’alcool. Ma Jack era anche astuto e, per ben due volte, nella notte del 31 Ottobre avrebbe ingannato la morte per rimanere sulla terra un po’ di più. Giunta irrimediabilmente la sua ora, però, la sua condotta in vita non gli precluse l’accesso al paradiso. Ma neanche l’inferno gli aprì le sue porte, dopo che si era permesso di aggirare più volte la morte. Gli fu però donato un tizzone, per illuminare la strada del limbo che da quel momento Jack sarebbe stato destinato a percorrere.

Astuto fino alla fine, Jack svuotò una rapa e vi inserì il tizzone, trasformandola così in una lanterna, che alcuni forse sono ancora in grado di scorgere proprio nella notte del 31 ottobre.

La leggenda parla di una rapa, ma come si è arrivati dunque alle zucche? Il tutto ha ragioni storiche, con cui la leggenda si intreccia. La tradizione voleva appunto che si svuotassero rape e le si trasformasse in lanterne, per guidare le anime dei defunti nell’aldilà. L’Irlanda, nella metà del XIX secolo, ebbe una grande carestia. Molti irlandesi decisero dunque di tentare la sorte nei nascenti Stati Uniti, portando con sé le loro tradizioni. In questa terra, però, non hanno trovato rape abbastanza grandi da trasformare in lanterne. Ma essendoci zucche in abbondanza, oltre che grandi il giusto, fecero così di necessità virtù e trasformarono dunque le zucche nelle nuove lanterne per la loro festività.

Dove vivere quest’esperienza in Campania?

Negli anni, la tradizione di intagliare e decorare una o più zucche ha coinvolto sempre più famiglie americane ed è diventata una ricorrenza particolarmente sentita dai bambini. Oggi, negli Stati Uniti, sono allestiti speciali campi di zucche in cui appunto scegliere una zucca, decorarla e portarla con sé per decorare la propria casa. Campi che oggi è possibile trovare anche a Napoli e dintorni, per vivere con la famiglia e gli amici una giornata diversa e particolare.

Uno di questi, che è oggi anche il giardino delle zucche più grandi d’Europa, è “Il giardino delle Zucche Pumpkin Patch” in provincia di Caserta. È nato da un’idea di Emily, così come ama farsi chiamare la sua ideatrice. Figlia di un italiano e un’americana ha voluto portare, nel 2017, questa particolare usanza anche qui aprendo il suo personalissimo giardino delle zucche. Questi comprende un percorso in cui scegliere, dipingere e decorare la propria zucca da portare a casa, ma non solo.

È anche presente il Pumpkin Cafè, in cui assaggiare prodotti preparati con le zucche, e un negozio in cui comprare gadget a tema come marmellate, infusi e decorazioni a tema autunnale. Emily ha pubblicato anche un libro (La Zucca perfetta) sulla mascotte del giardino, ovvero Spookley, una zucca quadrata emarginata per la sua forma, che è anche protagonista di un cartone animato targato Netflix e che vuole esaltare la bellezza delle diversità di ognuno di noi. Il Pumpkin Patch è letteralmente preso d’assalto in questo periodo, quindi vi consigliamo caldamente di prenotare la vostra visita sul sito web ufficiale. Le visite sono organizzate in fasce orarie e la vostra permanenza durerà all’incirca due ore e mezza. In questo frangete potrete godere dei laboratori, della fattoria (in cui ammirare i classici animali da fattoria e… gli alpaca!) e di uno speciale labirinto fatto con una piantagione di mais.

Se invece cercate un luogo più vicino,  arriva la seconda edizione di “Fuori di Zucca” nel cuore del Parco Robinson alla Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta. Come Pumpink Patch anche qui è possibile intagliare e dipingere una zucca, insieme a laboratori di giardinaggio, giochi e animazione per bambini. Tutte le informazioni su orario e prenotazioni sono disponibili sulla pagina Facebook dell’evento organizzato da We Share, Alta Classe Lab e Next Event.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on telegram

La nostra rivista
La nostra
rivista
L’Espresso Napoletano diffonde quella Napoli ricca di storia, cultura, misteri, gioia e tradizione che rendono la città speciale e unico al mondo!

SCELTI PER TE