Teschi famosi (e meno famosi) di Napoli

Teschi famosi
Teschi famosi

Teschi famosi (e meno famosi) di Napoli. Dal celebre culto delle anime pezzentelle, al teschio dimenticato di via Ninni

Tutti sappiamo che Napoli ha un particolare rapporto con il culto della morte. E simbolo tra i simboli di questa relazione è certamente il teschio, considerato tradizionalmente la sede dell’anima. In vari siti, chiese e luoghi ‘magici’ infatti, la rappresentazione del teschio ci rimanda a storie di misticismo e, in taluni casi, di superstizione.

Teschi ‘famosi’

Le anime pezzentelle

Teschi famosi
Il ‘teschio laureato’ – Foto 123rf

Impossibile non ricordare  il culto delle cosiddette ‘anime pezzentelle’ nell’Ipogeo della seicentesca Chiesa di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco in via dei Tribunali, che al tempo della Napoli del Seicento si realizzava proprio attraverso l’adozione di un teschio appartenuto a persone che non avevano ricevuto una sepoltura degna. Senza le attenzioni e le preghiere da parte dei vivi, anche le loro anime quindi sarebbero rimaste senza sollievo, intrappolate per sempre come ‘anime del Purgatorio’.

Il Cimitero delle Fontanelle

Un altro sito unico nel suo genere e che quanto ad ossa e teschi ha un significato speciale, è certamente il Cimitero delle Fontanelle. Nel cuore del quartiere Sanità, questa antica necropoli greca,  poi diventata tra Seicento e Ottocento il gigantesco ossario che possiamo visitare oggi, deve il suo nome a delle fonti d’acqua presenti al suo interno. Anche qui era forte il culto delle anime del purgatorio, per cui le persone pregavano per un teschio, una cosiddetta ‘capuzzella‘, dalla quale speravano di ottenere in un beneficio dall’aldilà. 

Il teschio con le orecchie

Torniamo ora nel centro storico della città, nella chiesa di Santa Luciella ai Librai, riaperta al pubblico da pochi anni e nota anche per essere quella che ospita nei suoi sotterranei il ‘teschio con le orecchie‘. Un cranio di circa quattrocento anni fa, con due sporgenze in corrispondenza dei lati che somigliano proprio a delle orecchie appuntite, grazie alle quali, secondo la leggenda, questa capuzzella ascolterebbe finanche meglio le suppliche dei vivi.

Naturalmente non si tratta di vere orecchie mummificate, ma di parti laterali del cranio che nel tempo si sono distaccate sebbene senza decomporsi, come invece accade nella stragrande maggioranza degli altri casi.  

Il ‘teschio laureato’

Altri teschi famosi sono anche quelli in marmo presenti nel Chiostro Grande della Certosa di San Martino, posti dall’architetto bergamasco Cosimo Fanzago a decoro il cimiterino dei monaci. Tra questi ce n’è uno in particolare, scolpito con una corona di alloro sul capo, e per questa ragione denominato il ‘teschio laureato’.

Teschi famosi
Il bassorilievo in via Giovanni Ninni

Il teschio di via Giovanni Ninni 

Infine, segnaliamo agli appassionati di curiosità napoletane, un teschio poco citato, che si trova a due passi dal Complesso Museale dei Pellegrini, in una strada che collega via Tarsia a via Toledo. Percorrendo infatti questa discesa, intitolata al famoso chirurgo Giovanni Ninni, sulla destra troviamo un palazzo con grandi aperture decorate in pietra lavica.

E proprio una di queste decorazioni porta al suo interno un bassorilievo a forma di teschio con ossa intrecciate. Una prova in più di quante piccole ricchezze e particolarità siano ancora custodite fra le strade della nostra città.        

   

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