Le origini del Castello di Melito Irpino
Non vi sono notizie certe sulle origini del Castello di Melito Irpino, ma il primo nucleo abitato fortificato risalirebbe all’VIII secolo, in periodo longobardo. Si trattava di un piccolo centro fortificato, difeso da mura di cinta con una torre quadrata di avvistamento. Le prime notizie documentate partono dal 1150, quando era sotto il controllo della famiglia de Forgia. In periodo normanno, a fianco della torre quadrangolare, fu edificato il castello vero e proprio.
Era di piccole dimensioni, a pianta romboidale, con due torrette cilindriche laterali e a base scarpata. Era difeso da un fossato, visibile fino a pochi anni fa. L’edificio difendeva la vallata e soprattutto il mulino baronale, situato ai piedi dell’abitato. Nel corso dei secoli ha subito modifiche dettate dalle necessità abitative e dall’evoluzione delle tecniche di guerra. A metà del XVI secolo il feudo di Melito, insieme a quello di Bonito, fu acquistato dalla famiglia Pisanello. Il castello fu sempre poco abitato, in quanto i feudatari preferirono altri castelli disponibili, più grandi e comodi.

Il castello in tempi moderni
Nel dominio del feudo, a partire dalla metà del XVIII secolo, si avvicendarono le famiglie Coscia e Pagano. Alla fine del Settecento, il castello di Melito subì un grosso incendio e fu necessario intervenire con restauri che ne modificarono l’aspetto in maniera sostanziale. Con l’eversione della feudalità, ai principi dell’Ottocento, il castello fu acquistato dalla famiglia Freda, che iniziò ad abitarlo in maniera stabile, operando ancora delle modifiche. Purtroppo, con i successivi terremoti, l’immobile subì danni sempre più gravi, finché con il sisma del 1962 il castello e il paese subirono danni irreparabili. Fu impossibile intervenire nel centro urbano e si decise di spostare l’abitato in un altro sito, a qualche chilometro di distanza. Il paese vecchio, dove ovviamente è situato quel che resta del castello, andò pertanto gradualmente spopolandosi alla fine degli anni Sessanta, a beneficio di quello nuovo.
Le vicende del paese
Il terremoto del 1980 fece il resto e Melito fu del tutto abbandonato. Ha subito un inesorabile declino, segnato da furti, crolli, sottrazioni di pietre e portali antichi. Uno sprazzo di vitalità ci fu nel 1981 con l’arrivo della regista Liliana Cavani e della sua troupe cinematografica, che scelsero il paese per girarvi la scena dell’incendio di Napoli, a seguito dell’eruzione del Vesuvio del 1944, per il film La Pelle, tratto dal romanzo di Curzio Malaparte.
Negli anni successivi fu deciso di abbattere il paese, lasciando in piedi solo la chiesa di Sant’Egidio e le rovine del castello. Di quest’ultimo è attualmente visibile la vecchia torre quadrata longobarda e la parte normanna con le due torri cilindriche, modificate nel corso dei secoli. Sembra che ci sia, da parte del Comune, la volontà di restaurare l’immobile e ci si augura che ciò possa avvenire quanto prima, così da recuperare uno dei tanti castelli di cui l’Irpinia è costellata.


