John Cheever a Capri. Chi era lo scrittore citato nel film ‘Parthenope’ di Paolo Sorrentino
L’arrivo sull’isola
John Cheever, uno dei più raffinati autori della narrativa americana del XX secolo, trascorse un periodo significativo della sua vita a Capri, un’esperienza che influenzò profondamente il suo lavoro e la sua visione artistica.
Nel 1951, John Cheever giunse a Capri grazie a una borsa di studio del Guggenheim Fellowship. L’isola, con la sua bellezza naturale e il suo fascino senza tempo, era da decenni una meta prediletta per artisti e scrittori in cerca di ispirazione. Per Cheever, Capri rappresentava una fuga tanto dalla monotonia della vita suburbana americana quanto dai suoi conflitti interiori.
L’esperienza quotidiana sull’isola
Durante il suo soggiorno, Cheever visse in una pensione modesta, lontano dal lusso che caratterizzava alcune residenze dell’élite culturale presente sull’isola. Le sue giornate erano scandite da lunghe passeggiate sui sentieri scoscesi, bagni nel mare turchese e momenti di contemplazione solitaria.
Cheever era affascinato soprattutto dall’atmosfera cosmopolita dell’isola, che mescolava tradizioni mediterranee e frequentazioni mondane. Questo scenario, unito al contrasto tra la serenità dei panorami e le complessità sociali che osservava nei visitatori, influenzò alcune delle riflessioni che si ritroveranno nei suoi libri.
Un’eredità personale e creativa
Sebbene non abbia scritto opere ambientate esplicitamente a Capri, l’isola lasciò infatti un’impronta duratura nella sua narrativa. La bellezza dell’ambiente e la tensione tra quiete apparente e inquietudine interiore riecheggiano nei racconti successivi di Cheever. Capri rappresentò anche un momento di distacco dalle pressioni della modernità, consentendogli di esplorare l’autenticità e il rapporto con la propria vulnerabilità, anche dopo il suo ritorno negli Stati Uniti.
Cheever, che lasciò l’isola di Capri nel 1952, è unanimemente apprezzato per la sua capacità di ritrarre con grande sensibilità i drammi personali, usando uno stile che unisce momenti di lirismo e realismo psicologico. Fra le sue opere principali si ricordano ‘The Swimmer’ (1964), la sua opera più nota, e poi ‘The Wapshot Chronicle’ (1957), ‘The Wapshot Scandal’ (1964), ‘Bullet Park’ (1969), ‘Falconer’ (1977), ‘Stories’ (1978).
John Cheever in ‘Parthenope’
Nel film Parthenope (2024) di Paolo Sorrentino, che si volge tra Napoli e Capri, Gary Oldman interpreta un ruolo piccolo, vestendo proprio i panni dello scrittore americano John Cheever. Sebbene la sua apparizione nel film sia breve, il personaggio di Oldman aggiunge sicuramente una dimensione malinconica, e anche lui non sa e non vuole sottrarsi al fascino di Parthenope.


