Il Chiostro di San Gregorio Armeno. Un’oasi di pace a due passi dalla trafficata via dei pastori
Il Chiostro di San Gregorio Armeno è fra i luoghi architettonici più suggestivi della città. E’ immerso nel cuore del centro storico ed è patrimonio dell’Unesco. Questo luogo, che fa parte del più ampio complesso monastico, rappresenta anche un’oasi di pace e conserva intatta la sua antica bellezza.
Storia del complesso

Il complesso di San Gregorio Armeno è stato fondato nel IX secolo su un sito che ospitava precedentemente un tempio dedicato a Cerere, la dea della fertilità. Con l’avvento del cristianesimo, il luogo ha assunto una nuova funzione religiosa ed è stato intitolato a San Gregorio Illuminatore, il santo patrono dell’Armenia. L’ordine monastico femminile insediato nel complesso e composto da monache benedettine e poi diventato uno dei centri spirituali più importanti di Napoli. Nel corso dei secoli il monastero è stato modificato e ampliato, specialmente tra il XV e il XVIII secolo, soprattutto grazie al mecenatismo di alcune famiglie aristocratiche.
Il chiostro è oggi una testimonianza della stratificazione culturale di Napoli, dove il passato pagano convive con le testimonianze cristiane. Il complesso infatti è parte di un circuito turistico e religioso che attira migliaia di visitatori ogni anno.
L’architettura del chiostro
Il chiostro è un perfetto esempio di architettura rinascimentale napoletana, caratterizzato da una pianta rettangolare. Gli archi e le colonne del porticato, realizzati i pietra lavica, incorniciano il giardino centrale, dove si trovano una splendida fontana barocca ornata da statue di putti e delfini.
Gli affreschi, che decorano i corridoi del portico, raffigurano scene bibliche e della vita di San Gregorio Illuminatore. Alcune di queste opere hanno subito il deterioramento del tempo, ma i colori e i dettagli rimanenti testimoniano anche oggi l’elevata qualità artistica del sito.
La vita delle religiose

Le monache di San Gregorio Armeno appartenevano a famiglie nobili e vivevano secondo una rigida regola monastica. Tuttavia, grazie ai ricchi lasciti ricevuti, il monastero si è sempre distinto per il suo splendore e, cosa ancora più importante, per la sua autosufficienza economica. Le monache infatti custodivano e gestivano il chiostro e i giardini, producendo medicinali, confetture e dolci.
Un’oasi di pace a due passi dai pastori
Via San Gregorio Armeno, come sappiamo, è nota principalmente per essere la strada dei presepi, una via di botteghe artigiane, spesso affollata di persone. Eppure il chiostro, cui si accede proprio da lì a pochi passi, offre un rifugio tanto bello quanto inatteso dalla folla di curiosi e turisti.


