Vico Lungo del Gelso. La ‘via Toldeo’ dei Quartieri

Vico Lungo del Gelso
Vico Lungo del Gelso
Una vista di Vico Lungo del Gelso - Foto di Giovanni Aiello

Vico Lungo del Gelso. La ‘Toledo’ dei Quartieri Spagnoli, con una storia che va dai bachi da seta ai locali per turisti di oggiVico Lungo del Gelso

Vico Lungo del Gelso è un vicolo dei Quartieri Spagnoli che ‘scorre’ parallelamente a via Toledo a distanza di un solo isolato, quasi fosse una sua ombra. Il nome della strada deriva dagli alberi di gelso che lì erano presenti per la coltivazione di bachi da seta, fino a quando il Viceré spagnolo Don Pedro de Toledo, nel corso del Cinquecento, non fece costruire il reticolo di palazzi che conosciamo oggi, per alloggiare le sue truppe militari. I Quartieri infatti si estesero fino a sostituirsi gradualmente al verde coltivato, di cui però oltre a ‘Gelso’ resta ancora traccia anche in altri nomi di strade della zona, come ad esempio vico Giardinetto o vico Nocelle. Fra quegli stessi alberi a quel tempo si era anche soliti appartarsi con le prostitute, e in seguito con i femminielli che ricevevano nei bassi dei nuovi palazzi che andavano popolandosi. Un’abitudine, questa, che a vico del Gelso è stata presente fino a tutta la Seconda guerra, quando i militari americani attendevano all’esterno dei vasci.  

Vico Lungo del Gelso oggi

Molto diversa, naturalmente, è l’atmosfera che si registra oggi. Il nostro vicolo parte da piazza Carità e termina ben 700 metri dopo, dove viene ‘tagliato’ di netto, perpendicolarmente, da vico D’Afflitto, proprio sul fianco di piazzetta Duca d’Aosta (vale a dire piazzetta Augusteo). Vico Lungo del Gelso si percorre in circa dieci minuti a piedi e può essere, almeno in certi orari della giornata, una comoda alternativa alla confusione pedonale di Toledo. Anche a Gelso però non è sempre facile proseguire a passo spedito, perché, come ovunque ai Quartieri, è in costante aumento il numero di locali, trattorie, ‘spritzerie’ e ‘cicchetterie’, con relativi tavolini all’aperto. Si aggiungono a ciò le attività abituali degli altri negozi della zona e il disordinato viavai di persone e scooter, oltre alle comitive di turisti in visita guidata, che spesso tappano il flusso restando comprensibilmente immobili e rapite in contemplazione del chaos.

Il ‘chaos’, ma non solo

Vico Lungo del Gelso
Uno scorcio visibile percorrendo il vicolo – Foto di Giovanni Aiello

In compenso, a questa confusione generale, si aggiunge anche la grande suggestione del contesto, che spiega bene le espressioni facciali qualche volta sconcertate dei visitatori. Ad ogni incrocio infatti, procedendo su vico Lungo del Gelso in direzione di piazza del Plebiscito, si vede un diverso scorcio su per la collina del Vomero, con le costruzioni, i terrazzamenti e il profilo della Certosa di San Martino. E al termine della strada, affacciandosi a sinistra su via Santa Brigida, la vista arriva fino a una torre del Maschio Angioino, e ancora più lontano alla Stazione Marittima e al golfo. Sarà questa la ragione per cui, attraversando alcune strade di Napoli, rimane difficile distinguere quell’iniziale sconcerto dalla sorpresa, il disappunto dalla più sincera meraviglia. Ma se questa distinzione è difficile per i turisti, allora per noi lo è ancora di più.

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