La strada più lunga della città

La strada più lunga
La strada più lunga
Una vista dal Corso sui tetti del centro storico - Foto Giovanni Aiello

La strada più lunga della città è il Corso Vittorio Emanuele. Cinque chilometri di storia e panorami

Corso Vittorio Emanuele è con i suoi 5 chilometri di lunghezza la strada più lunga di Napoli. Ma oltre a questo rappresenta anche un itinerario ricco di architettura, di storia e di scorci mozzafiato. Progettata per collegare il Vomero con il centro storico, è stata la prima arteria a permettere uno spostamento rapido tra i quartieri alti e bassi della città, e contemporaneamente a collegare orizzontalmente a mezzacosta la zona di Mergellina con quella di Montecalvario e dell’Avvocata. Inizialmente il corso fu intitolato a Maria Teresa, in onore della regina seconda moglie del re, e soltanto dopo l’annessione al Piemonte, la strada prese il nome che conosciamo anche oggi.

Il progetto

La strada più lunga
Castello Aselmeyer, al n. 165 del Corso – Foto Giovanni Aiello

Fu Ferdinando II di Borbone a immaginarla come parte di un progetto urbanistico innovativo, coinvolgendo diversi architetti, del calibro di Errico Alvino, Luigi CangianoErrico Alvino, Francesco, Luigi Cangiano, Francesco Gavaudan e Antonio Francesconi . I lavori presero il via nel 1853 e continuarono a lungo, fino a poco prima dell’unità d’Italia. Il primo tratto, da Piedigrotta al convento di Suor Orsola Benincasa, venne inaugurato prima, mentre la parte che giunge fino a Piazza Mazzini fu completata in seguito. Il progetto originale prevedeva un terzo troncone che avrebbe anche dovuto collegare il corso a Capodimonte, ma questa parte non fu mai realizzata. 

La bellezza del panorama

Una delle caratteristiche più iconiche del Corso è il suo panorama mozzafiato sul golfo di Napoli. I magnifici palazzi costruiti esclusivamente sul lato del monte, lasciano libera la vista sul mare, regalando ai passanti scorci indimenticabili che offrono ad ogni curva della strada visuali differenti, abbracciando il Vesuvio, Capri e il lungomare. 

Il Corso infatti venne progettato e realizzato nel pieno rispetto del paesaggio, grazie all’intervento del Consiglio Edilizio, che fece approvare dal sovrano i cosiddetti Rescritti. Queste leggi imponevano di tutelare il panorama, vietando la costruzione di edifici sul lato sinistro della strada che collegava Cesarea a Piedigrotta. Dal 1841, tali restrizioni si applicavano già alle aree di Capodimonte, Mergellina, Posillipo e Coroglio, e furono successivamente estese anche al corso Maria Teresa. 

Scalinate e funicolari

Non dobbiamo dimenticare poi le scalinate, i gradoni e le discese che incrociano il Corso, come la Pedamentina, le rampe Brancaccio, o Calata San Francesco e Arco Mirelli, e che partendo dal Vomero conducono verso il centro storico o la zona di Chiaia. Il Corso Vittorio Emanuele è inoltre attraversato da tre delle quattro funicolari cittadine, il che permette di raggiungere zone della città molto distanti tra loro. A conferma ulteriore di quanto questa strada sia una vera arteria cittadina.

La nostra rivista
La nostra
rivista
L’Espresso Napoletano diffonde quella Napoli ricca di storia, cultura, misteri, gioia e tradizione che rendono la città speciale e unico al mondo!

SCELTI PER TE