La chiesa di Sant’Agostino alla Zecca. Un tesoro dimenticato in attesa di rinascere
La Chiesa di Sant’Agostino alla Zecca, detta anche Sant’Agostino Maggiore, è tra le più grandi e importanti chiese di Napoli. Si trova nel centro storico, nella via omonima che collega corso Umberto a via Forcella, e rappresenta un simbolo dell’arte cittadina. Nonostante la sua imponenza e il valore storico, è chiusa dal terremoto dell’Irpinia del 1980, che le causò non pochi danni. I recenti lavori di restauro sulla facciata e il campanile, grazie anche al ‘bonus facciate’, benché conclusi in larga parte non hanno purtroppo accelerato una riapertura della chiesa.
La storia

La costruzione iniziò nel XIII secolo su iniziativa di Carlo I d’Angiò e fu completata sotto Roberto d’Angiò per volontà dell’ordine degli Eremitani, sopra un convento preesistente. Nel 1287 divenne sede dello studio generale dell’Ordine agostiniano. Dopo il terremoto del 1456, fu riedificata in stile rinascimentale con il contributo di Onorato II Gaetani d’Aragona, che tra il 1480 e il 1484 finanziò la ricostruzione del presbiterio, decorato con lo stemma della sua famiglia.
Nei secoli successivi, la chiesa fu oggetto di rifacimenti barocchi. Bartolomeo Picchiatti progettò il campanile e ridecorò il chiostro, affiancato dal figlio Francesco Antonio Picchiatti. Giuseppe de Vita contribuì con la crociera, mentre Giuseppe Astarita realizzò la singolare cupola che si fonde nell’abside.
Il Chiostro degli Agostiniani
Prezioso è il chiostro degli Agostiniani, recentemente restaurato e sopravvissuto alle demolizioni del periodo del Risanamento di Napoli. Ricostruito nel 1624 da Giovan Giacomo Di Conforto e successivamente rimaneggiato da Bartolomeo Picchiatti, il chiostro si presenta a pianta quadrata con sedici colonne che reggono archi in alternanza di pietra di piperno e marmo di Carrara. All’interno degli archi si trovano decorazioni raffiguranti santi agostiniani.
La Sala Capitolare e i sotterranei
La Sala Capitolare, dal carattere severo e gotico, è contraddistinta da volte ‘costolonate’ sostenute da due colonne con capitelli svevi riutilizzati. Nei sotterranei della chiesa si trovano ampi spazi adibiti al culto dei morti, simili a quelli della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Qui riposa inoltre il musicista settecentesco Nicola Jommelli, compositore nato ad Aversa, tra i più importanti nomi della scuola napoletana.
Il video di Lucio Dalla
Tra le curiosità legate a questa splendida chiesa c’è il video girato da Lucio Dalla a Napoli per il suo grande successo ‘Canzone’ del 1996, che si apre con delle immagini riprese proprio sulle scale di Sant’Agostino alla Zecca (guarda qui).


