Il Petraio. Un viaggio tra storia e panorami lungo le scale considerate tra le più pittoresche della città, sia dai napoletani che dai turisti

Poco più di 500 scalini che collegano il Vomero con Chiaia. Un percorso speciale, fra case storiche, muretti e siepi rampicanti, fatto di scorci e affacciate davvero insospettabili. Costruite tra il Seicento e l’Ottocento, queste scale sono chiamate ‘del petraio’ per via del suolo pietroso, e in particolare dell’acciottolato che era presente proprio in corrispondenza di un antico corso d’acqua.
Il percorso delle scale inizia per la precisione da Via Gradini del Petraio. Da lì si gode già di un bellissimo panorama su Pizzofalcone e sul mare, che lascia intendere la bellezza di questa pedamentina, che oggi è oggetto fra l’altro dei lavori di riqualificazione previsti dal progetto ‘La Città Verticale‘. Tanti oggi sono anche i tour guidati per i turisti, che sempre di più sono attratti da questo scenario.
Il fascino del Largo del Petraio
La discesa, che nel suo primo tratto è piuttosto ripida, incrocia sulla destra via Mancini e via Sanfelice. Giunti poi al primo snodo del percorso, ecco che si apprezza la sorpresa di Largo del Petraio. Si tratta infatti di un breve passaggio pianeggiante, a forma di mezzaluna, che asseconda un’ansa del promontorio del Vomero trasformandosi così in un belvedere naturale sulla baia, con la Costiera e Capri a fare da protagoniste.

Villa De Rosa
Da Largo del Petraio è inoltre ben visibile uno dei palazzetti storici più belli che sono presenti sulla collina. Si tratta di Villa De Rosa, un edificio di interesse culturale, realizzato nel XIX secolo in stile neogotico, con archi, giardini, terrazze e un elegante parapetto merlato sul profilo più alto. Oggi a Villa De Rosa sono presenti dimore private, ma prima che assumesse l’aspetto attuale era una Certosa. A lungo la villa è stata anche nota come la ‘Pensione Haase‘, che ha ospitato diversi personaggi e artisti in visita a Napoli.
La discesa verso Chiaia
Il percorso a questo punto prosegue con altri gradoni meno ripidi, snodandosi fra porticine, archi e piccoli accessi nei quali si rifugia qualche simpatico gatto randagio. Elementi, questi, che tutti insieme danno al contesto un’aria decisamente ‘non cittadina‘, ricordando anzi certi scorci di antichi borghi. La discesa continua poi fino a una diramazione. Andando verso la parte destra è presente un vecchio arco che da accesso al tratto finale di via Palizzi, mentre a sinistra le scale incrociano il Corso Vittorio Emanuele, e a seguire confluiscono verso i Gradoni di Chiaia.


