Un progetto, molti attori
In cima ai Quartieri Spagnoli, nell’enorme complesso della Santissima Trinità delle Monache – da qui il nome La Santissima Community Hub – nasce (o ri-nasce) uno spazio sconfinato destinato a dimorare nel cuore dei Napoletani. Nel giorno dell’inaugurazione e della presentazione della nuova area tutto era stupore. Ogni cosa era illuminata e colorata. La Santissima sarà un laboratorio di innovazione, creatività, arte, sport, musica e teatro. Lo spazio c’è e sarà ricolmato di voci, vita e bellezza.
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha affermato: “La trasformazione di uno spazio inutilizzato in un centro di innovazione, creatività e sperimentazione è un’iniziativa utile per il quartiere e per la città. Il progetto propone attività per un pubblico eterogeneo, un modello inclusivo e capace di parlare a tutti”. Il primo cittadino ha sottolineato che bisogna ‘sporcarsi le
mani’ e che, cioè, per capire che cosa si può fare in un posto bisogna farne uso, non rimanere nelle nuvole della teoria permanente. “Non è – ha proseguito il sindaco – che prima si elucubra per un tempo indefinito come fare qualcosa, e poi, solo poi, si comincia. In questo modo non si arriverà mai a nulla. È questo il senso profondo, tra l’altro, dei cosiddetti spazi disponibili temporaneamente” . È il caso della Santissima, che attende di essere riconvertita verso compiti più propriamente istituzionali, ma che sarebbe un delitto lasciare vuota, muta, inabitata, ferma per tutto il tempo che ci vuole per la riconversione.
Una visione comune per La Santissima Community Hub
Il Direttore Regionale Campania dell’Agenzia del Demanio Mario Parlagreco ha infatti sottolineato: “Abbiamo aperto le porte dell’ex Ospedale Militare per restituire ai cittadini di Napoli un luogo abbandonato in attesa che venga destinato a sede di nuovi uffici pubblici”. È proprio il ‘senso’ di questa attesa che viene rivoluzionato e colmato di vita e di cose nuove, inedite. Le mura non devono attendere più nello spazio cavo e nella solitudine, ma devono essere vivificate, per tutto il tempo in cui ciò sarà possibile. Ciò che accadrà in questi spazi immensi, poi, sicuramente condizionerà anche ciò che vi rimarrà per sempre.
Alessandra Attena, project leader Urban Value by Ninetynine, responsabile del progetto de La Santissima Community Hub, ha battuto sul concetto secondo il quale non si tratta di ‘produrre’, bensì di ‘creare’: creare “un polo culturale in cui poter favorire lo sviluppo di progetti e le sinergie. Iniziamo il nostro viaggio in compagnia di più di 20 realtà che lavoreranno permanentemente all’interno dell’immobile; e contiamo di poterne ospitare tante altre”. Insomma, il senso è quello di uno spazio dove ‘ribolla’ il senso di comunità e dove le realtà associative non siano ‘monadi’, bensì porzioni vive di un corpo che può respirare di un solo fiato.
Un ‘condominio’ possibile
Visitare La Santissima significa ricondursi ad una storia plurisecolare che evolve ancora oggi: al piano terra, nei pressi della porta d’ingresso al Parco dei Quartieri Spagnoli, tutto è dedicato all’accoglienza. Al primo piano c’è la Music Hall, una sala eventi di 600 mq, ideale per concerti ma anche fiere e format innovativi di market, come accaduto per il Mercato Meraviglia; al secondo piano fa bella mostra di sé la Sala Affreschi, dedicata a mostre e convegni, e il Cinemino, una saletta per il cinema d’autore on demand; al terzo piano, infine, è la sala Vittoria, un ambiente destinato alle arti performative come danza, teatro e discipline artistiche. Vivere questo brodo primordiale di gente, stimoli, indicazioni e sogni palpabili è stato bellissimo.


